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tecniche approccio_motivazionale

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tecniche approccio_motivazionale

  1. 1. TECNICHE APPROCCIO MOTIVAZIONALE
  2. 2. Approcci efficaci alla motivazione: • • • • • • • Praticare empatia Dare avvisi chiari e personalizzati Rimuovere resistenze Assicurare opzioni Diminuire la desiderabilità Dare feedback Chiarire gli obiettivi.
  3. 3. Ascolto attivo Interlocutore: ciò che penso o provo ciò che dico Operatore: ciò che sento ciò che comprendo ciò che restituisco
  4. 4. Dare avvisi chiari e personalizzati “Se modificasse il suo rapporto con l’alcol il clima famigliare se ne avvantaggerebbe” Avviso da utilizzare con persone che hanno problemi di litigiosità in famiglia a causa dell’alcol “I risultati della dieta che sta facendo sarebbero molto più rapidi se lei riducesse il consumo di alcol” Avviso da trasmettere ad una persona che tiene all’aspetto fisico
  5. 5. Rimuovere resistenze La persona che ha un rapporto problematico con l’alcol protegge la propria abitudine con delle manifestazioni di difesa dette RESISTENZE. E’ importante aiutarlo a superare le resistenze personali al cambiamento. Quali tipi di resistenze esistono? Riluttanza Ribellione Rassegnazione Razionalizzazione
  6. 6. Rimuovere resistenze La persona che ha un rapporto problematico con l’alcol protegge la propria abitudine con delle manifestazioni di difesa dette RESISTENZE. E’ importante aiutarlo a superare le resistenze personali al cambiamento. Quali tipi di resistenze esistono? Riluttanza Ribellione Rassegnazione Razionalizzazione
  7. 7. Modalità per rispondere alle resistenze • Riluttanza Si risponde con una riformulazione effettuata attraverso una domanda aperta. aperta Es: Non adesso, ma fra un mese/Perché fra un mese? • Ribellione Si risponde con un contributo di informazioni, fornendo una spiegazione. spiegazione Es: Ci sono problemi più gravi per la salute/Per fortuna non tutti coloro che fanno un uso improprio di alcol ne subiscono le conseguenze più gravi, ma ogni eccesso provoca dei problemi all’interessato e alla sua famiglia. • Rassegnazione: Si risponde alla rassegnazione con un rinforzo positivo Es: Ho già provato: io non ci riesco/Proprio avere già provato può essere un vantaggio. • Razionalizzazione: Si risponde utilizzando una riformulazione. Es: lei ha ragione. L’alcol fa male ed è importante smettere/Dunque lei è d’accordo che smettere sarebbe importante anche per lei?
  8. 8. Assicurare opzioni Garantire alla persona delle alternative “se vuole, possiamo fare un tentativo per ridurre il suo consumo di alcol. Io posso aiutarla” “esistono centri a cui è possibile rivolgersi per ricevere un sostegno. Vuole che le prenda un appuntamento?”
  9. 9. Diminuire la desiderabilità: Somministrare la bilancia motivazionale per evidenziare vantaggi e svantaggi personali legati alla modificazione del consumo.
  10. 10. Dare feedback: E’ importante attirare l’attenzione sui rischi. “Non so fino a quando riuscirai a studiare con successo continuando a consumare alcol in questo modo.” E’ importante attirare l’attenzione sui vantaggi che si ottengono smettendo di bere. “Le tue prestazioni aumenteranno moltissimo se modificherai il rapporto con l’alcol.”
  11. 11. Chiarire obiettivi: E’ importante trasmettere la desiderabilità e il realismo di un obiettivo. Es: “Puoi trovare molti vantaggi modificando il tuo rapporto con l’alcol e puoi riuscirci senza troppe difficoltà”.
  12. 12. Errori nell’approccio motivazionale : Trappola della domanda/risposta Trappola del confronto negazione Trappola dell’esperto Rischio dell’etichettatura Trappola della attenzione prematura Trappola del biasimo
  13. 13. Trappola della domanda/risposta: Evitare lo stile “anamnesi” in cui l’operatore controlla il dialogo ponendo domande e l’interlocutore o il gruppo si limita a rispondere in modo breve e appropriato. Preferire le domande aperte alle domande chiuse e reagire alla risposta con una riformulazione, anzichè con un’altra domanda. Come regola generale evitare di porre più di tre domande di fila.
  14. 14. Trappola del confronto/negazione:  Occorre evitare di evidenziare la presenza di un problema, comunicandone la gravità e suggerendo una serie di azioni da intraprendere. Il destinatario di solito reagisce così: “non sto bevendo molto in questo periodo”; “se voglio posso smettere quando voglio”. • Utilizzare ascolto riflessivo. • Utilizzare la capacità di indurre le persone ad affermare le proprie motivazioni.
  15. 15. Trappola dell’esperto: Evitare di prendersi troppo in carico i problemi. “Seguite i miei consigli e cambierete comportamento” Primo obiettivo è costruire la motivazione del singolo o del gruppo.
  16. 16. Rischio dell’etichettatura: Dire “Voi bevete troppo” oppure “ Voi avete una chiara dipendenza da nicotina”, suscita le resistenze del singolo o del gruppo Se è un ragazzo a suscitare il problema “lei pensa che io sia un alcolista?”, utilizzare le tecniche di riformulazione e ristrutturazione. ristrutturazione
  17. 17. Trappola della attenzione prematura: Cominciare l’incontro analizzando le preoccupazioni del gruppo e non le proprie rispetto all’esistenza di un problema e alla sua gravità.
  18. 18. Trappola del biasimo: Fare attenzione a non fare sentire in colpa rispetto alle abitudini personali . Non bisogna dimenticare, infatti, che le persone che hanno una dipendenza o un comportamento a rischio tendono a colpevolizzarsi e sentirsi colpevolizzati rispetto alla loro abitudine
  19. 19. Strategie comunicative da utilizzare nel colloquio motivazionale: Domande aperte Ascolto riflessivo Stile assertivo Riassunti/ ristrutturazioni Affermazioni automotivanti Domande indotte
  20. 20. Quando so che procedo bene: Parlo lentamente Gli altri o l’altro parla più di me Parla o parlano attivamente di cambiamento di comportamenti Fanno domande e osservazioni Sorreggo e sostengo più che pilotare
  21. 21. Pregiudizi dell’operatore: Deve o devono cambiare Vuole o vogliono cambiare La salute è un fattore motivante Se non produco cambiamento l’intervento non è servito O si è motivati o no Questa è l’occasione giusta per prendere in considerazione un cambiamento L’approccio duro è sempre il migliore Io sono l’esperto L’approccio negoziale è sempre il migliore
  22. 22. Abilità comunicative: Dopo aver evidenziato le tecniche da utilizzare cerchiamo di evidenziare quali aree devono riguardare le abilità comunicative •Esplorazione del problema (Rispondere, riformulare) riformulare •Comprensione degli obiettivi (Personalizzare) Personalizzare •Azione secondo i programmi (Favorire l’inizio) l’inizio
  23. 23. Rispondere: Rispondere al significato del messaggio (restituire con esattezza quanto il singolo o il gruppo dice assicurandosi di avere capito) Rispondere al sentimento espresso nella comunicazione (quali emozioni accompagnano il cambiamento) Rispondere ai contenuti del messaggio (di quali elementi è composto il messaggio : paure,dubbi, domande, resistenze, risorse etc…)
  24. 24. Personalizzare Personalizzare gli obiettivi del cambiamento (perché è importante modificare quello specifico comportamento per me ) Personalizzare i problemi relativi al cambiamento (che paure e dubbi ho riguardo all’astinenza) Personalizzare il significato del cambiamento (il risultato è significativo per questi motivi).
  25. 25. Un modo per iniziare: Preparare la realizzazione dei passi del percorso di cambiamento. Fissare scadenze e rinforzi. Sviluppare programmi. Definire gli obiettivi. …Vai al training!

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