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I business models della discografia - Giampiero Di Carlo

Una lezione di Economia e marketing della musica al Master in Comunicazione musicale, tenuta da Giampiero DiCarlo, editore di Rockol.it

I business models della discografia - Giampiero Di Carlo

  1. 1. Master in Comunicazione Musicale I business models della discografia Giampiero DiCarlomercoledì 6 giugno 12
  2. 2. SI ACQUISTA MENO MUSICA – CRESCONO GLI ACQUISTI DIGITALI Fatturato in MLD $ al netto dell’inflazione Consumi di musica per formato I business models della discografia Giampiero Di Carlo - Master in Comunicazione musicalemercoledì 6 giugno 12
  3. 3. Definiamo “musica” Pre 20° secolo: Un’esperienza artistica inseparabile dalla caratteristica di evento; un’esperienza inscindibile dal contesto sociale e dalla partecipazione: dall’intrattenimento a corte alla musica ecclesiastica, dalle cerimonie militari alla musica da ballo, tutto accadeva in quanto espressione di specifiche funzioni sociali. Non esistevano ‘copie’ della musica; per riascoltarla occorreva un altro evento dal vivo; pagando, si partecipava ad un avvenimento unico. 20° secolo: La musica, con l’introduzione delle tecniche di registrazione, diventa un prodotto e, come tale, replicabile, commerciabile, distribuibile. La confezione della musica all’interno di un formato, di un pacchetto, di un contenitore, ha introdotto un’economia musicale che prima non esisteva, aprendo a scenari nuovi e più complessi (nascita della discografia come industria, introduzione e gestione dei diritti d’autore), senza però mai cancellare l’aspetto sociale della musica, che si è evoluto nei termini pratici senza mai mutare nella propria natura. I business models della discografia Giampiero Di Carlo - Master in Comunicazione musicalemercoledì 6 giugno 12
  4. 4. Il ruolo e le funzioni tradizionali di una casa discografica Una casa discografica tradizionalmente: - Finanzia le registrazioni - Produce i supporti - Distribuisce i prodotti - MKTG - Anticipa fondi spese promozionali (es.: tour, video, viaggi) - Consulenza artistica - Amministrazione e contabilità Driver di cambiamento: • Crollo dei costi di registrazione: si può produrre un album su un PC • Drastica riduzione dei costi di produzione: per il supporto, la stampa, le spedizioni in valore assoluto; per la sempre minore necessità di operare con volumi ingenti per ammortizzare gli investimenti come conseguenza • Costi di distribuzione tendenti a zero: prodotto digitale I business models della discografia Giampiero Di Carlo - Master in Comunicazione musicalemercoledì 6 giugno 12
  5. 5. Discografia: tra evoluzione e estinzione Alcune funzioni dell’industria discografica sono destinate a rimanere fondamentali nella catena del valore: - Scouting - Finanza - Amministrazione - … Altre funzioni saranno appannaggio di altri attori e guideranno un processo di trasformazione del ruolo delle case discografiche che, a seconda della struttura e del posizionamento che le caratterizza, evolveranno o scompariranno, liberando risorse che saranno parzialmente ridistribuite e assorbite dall’industria musicale nel suo complesso. Meno label e staff più ristretti significa anche roster più contenuti: gli artisti, quindi, dovranno imparare a uscire dallo schema economico e contrattuale tradizionali e potranno scegliere tra diverse alternative e modelli di business. I business models della discografia Giampiero Di Carlo - Master in Comunicazione musicalemercoledì 6 giugno 12
  6. 6. Modelli di business e livello di controllo artistico MODELLI DISTRIBUTIVI IN BASE AL LIVELLO DI CONTROLLO ARTISTICO E’ N ’ D O R ’ G ’ ZI ZA A IN U D TR - EN IB R IS O N ’ °’ D A D UT TA 60 C & SH LI M ‘S A ‘3 MINORE CONTROLLO MAGGIORE CONTROLLO I business models della discografia Giampiero Di Carlo - Master in Comunicazione musicalemercoledì 6 giugno 12
  7. 7. Modelli di business e livello di controllo artistico 1. CONTRATTO A 360° ( ‘Equity deal’) La label o la società di management o la società di live promotion gestisce l’intera catena del valore dell’artista e partecipa a ogni aspetto e fonte di ricavo che l’artista, che è un ‘brand’ a tutti gli effetti, può generare: vendite discografiche, biglietti di concerti, merchandise, sponsorship, sfruttamento dell’immagine. 2. ACCORDO DI DISTRIBUZIONE STANDARD E’ l’accordo tradizionale tra casa discografica e artista, nel cui ambito la prima assolve a funzioni di finanziamento (registrazione, produzione, promozione) ed il secondo guadagna royalties sulle vendite discografiche al netto dei costi sostenuti, rinunciando ai diritti fonografici a favore della label per sempre. La capacità di fornire servizi così estesi e capillari presume dimensioni e livelli di costi fissi elevati per la label, con relative ripercussioni sui costi del prodotto e sui profitti dell’artista. 3. LICENZA: Rispetto alla distribuzione standard, si estrapolano finanza e apporto promozionale e creativo e si massimizza la licenza. Maggiore libertà creativa contro il rischio di un minore impegno della label, meno motivata: il successo dell’accordo dipende infatti proprio dalla categoria di casa discografica, il cui business model può massimizzare o meno la’spetto licenza. I business models della discografia Giampiero Di Carlo - Master in Comunicazione musicalemercoledì 6 giugno 12
  8. 8. Modelli di business e livello di controllo artistico 4. PROFIT SHARING: Condivisione dei profitti in uno scenario ibrido, nel quale la label concede un piccolo anticipo all’artista in termini di promozione e produzione ma condivide tutti i profitti derivanti dalla vendita del prodotto con l’artista, che però mantiene la proprietà del master. 5. M&D: Manufacturing & Distribution: Alla label spetta esclusivamente il compito di produrre e distribuire il prodotto: offre, cioè, un servizio all’artista che si concentra sul processo creativo. E’ un ruolo generalmente poco idoneo per le majors; rispetto al controllo acquisito, l’artista scommette e rischia in proprio. 6. AUTO DISTRIBUZIONE I CD sono venduti direttamente dall’artista (via web e/o ai concerti), i servizi promozionali sono autogestiti e ‘artigianali, si punta molto sul virale e tutti i servizi sono esternalizzati (es. server per i download) in modo da rappresentare costi variabili e non fissi di struttura. L’artista trattiene per sé la più elevata percentuale di margini dalle vendite e, rinunciando ai grandi numeri della produzione e distribuzione su scala industriale, può avere un senso economico anche con iniziative di nicchia. I business models della discografia Giampiero Di Carlo - Master in Comunicazione musicalemercoledì 6 giugno 12
  9. 9. Conclusioni - I modelli non sono né definitivi, né assoluti - L’approccio cambia molto a seconda dello status dell’artista (da ‘emergente’ a ‘superstar’) - Le label sono destinate a evolvere: la loro stessa struttura, le loro caratteristiche, varieranno da quelle di un’industria a quelle diuna piccola agenzia di servizi - Aumentano per gli artisti le possibilità di detenere i propri diritti, anche quelli fonografici - Nella pratica, è probabile che più modelli coesistano per varie tipologie di artisti I business models della discografia Giampiero Di Carlo - Master in Comunicazione musicalemercoledì 6 giugno 12

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