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Sabrina Lai
Regione Sardegna, Direzione generale della difesa dell’ambiente slai@regione.sardegna.it
Università degli Stud...
Natura 2000
Dalla programmazione 2014-2020 alla 2021-2027
Il Prioritised Action Framework
Il ruolo di Natura 2000
https://news.un.org
Gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU
Gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU
https://www.stockholmresilience.org
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Cosa è Natura 2000?
https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/indicators/public-awareness-1/assessment
Ne ho sentito parlare...
Cosa è Natura 2000?
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Cosa è Natura 2000?
Commissione Europea (2015) Attitudine degli Europei verso la biodiversità – Speciale Eurobarometro 436...
Direttiva 92/43/CEE del 21 maggio 1992
Scopo principale: salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli hab...
https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/figures/natura-2000-birds-and-habitat-directives-9/eu28-birds-and-habitats-
direct...
La Rete Natura 2000
• “I territori più idonei in numero e in superficie alla conservazione delle specie tutelate
dalla Dir...
Natura 2000
nell’Unione Europea
https://www.eea.europa.eu/data-and-
maps/dashboards/natura-2000-barometer
Natura 2000
in Italia
https://www.eea.europa.eu/data-and-
maps/dashboards/natura-2000-barometer
~10,7% tot
Insufficiente designazione siti marini in Italia
Insufficienze Direttiva Habitat regione biog. Mediterranea marina (IT)
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Insufficiente designazione siti marini in Italia
Ipotesi nuove ZPS marine per
la tutela della nidificazione e/o
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Le misure di conservazione
Direttiva 92/43/CEE, Articolo 6
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Il DPR 357/1997 (mod. DPR 120/2003)
4. Misure di conservazione
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano...
Da SIC a ZSC: misure e obiettivi di conservazione
http://ec.europa.eu/environment/nature/natura2000/management/docs
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Da pSIC a ZSC: misure e obiettivi di conservazione
«considerando che, in ciascuna zona designata, occorre attuare le misur...
Da pSIC a ZSC: misure e obiettivi di conservazione
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Il Decreto ministeriale 17 ottobre 2007
Fornisce i criteri minimi uniformi sulla cui base le regioni e le province autonom...
Il Decreto ministeriale 17 ottobre 2007
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Quale ruolo assume Natura 2000…
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Quale ruolo assume Natura 2000…
With reference to establishment and management of N2Ss, 3 main implications on the
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Sup.
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RA
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RA
PdG
2
RA
PdG
3
RA
PUC
1
RA
PUC
2
RA
PUC
3
Contenuti e obiettivi princip...
Un obiettivo del Piano
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Regionale.
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Un obiettivo della Strategia UE
su...
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relativo alle aree agricole.
[…]
Q...
L’analisi ha riguardato 46 RA di altrettanti piani di livello regionale, subregionale e
comunale, e mostra come l’esplicit...
Aggiornamento del PUC di Tertenia in adeguamento al
PPR (adozione: nov. 2015).
Presenza di un sito della rete Natura 2000 ...
Quattro fasi:
 mappatura IE/SE attuali
 sviluppo di due scenari, uno con attuazione completa del PRG vigente e
uno con a...
F. 2: Costruzione dei due scenari
Quale ruolo assume Natura 2000…
rispetto al mantenimento dei servizi ecosistemici
http:/...
F.4: Scenari a confronto
Quale ruolo assume Natura 2000…
rispetto al mantenimento dei servizi ecosistemici
http://www.inpu...
Risultati
 la variazione di IE/SE è quantitativamente simile nei due scenari
 l’area interessata dalle variazioni negati...
 in un’area inclusa in un sito Natura 2000 occorre prestare particolare attenzione a
Δ (IE), legata alle variazioni di st...
Programmazione per la governance territoriale
in tema di tutela della biodiversità
Sabrina Lai
Regione Sardegna, Direzione...
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Programmazione per la governance territoriale in tema di tutela della biodiversità - Sabrina Lai

  1. 1. Sabrina Lai Regione Sardegna, Direzione generale della difesa dell’ambiente slai@regione.sardegna.it Università degli Studi di Cagliari, DICAAR, sabrinalai@unica.it Programmazione per la governance territoriale in tema di tutela della biodiversità
  2. 2. Natura 2000 Dalla programmazione 2014-2020 alla 2021-2027 Il Prioritised Action Framework Il ruolo di Natura 2000
  3. 3. https://news.un.org Gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU
  4. 4. Gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU https://www.stockholmresilience.org https://news.un.org
  5. 5. Cosa è Natura 2000? https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/indicators/public-awareness-1/assessment Ne ho sentito parlare e so cos’è Ne ho sentito parlare ma non so cos’è Non ne ho mai sentito parlare Non so 10% 16% 73% 1%
  6. 6. Cosa è Natura 2000? https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/indicators/public-awareness-1/assessment Ne ho sentito parlare e so cos’è Ne ho sentito parlare ma non so cos’è Non ne ho mai sentito parlare Non so 10% 16% 73% 1%
  7. 7. Cosa è Natura 2000? Commissione Europea (2015) Attitudine degli Europei verso la biodiversità – Speciale Eurobarometro 436 https://ec.europa.eu/COMMFrontOffice/publicopinion/index.cfm/ResultDoc/download/DocumentKy/68148
  8. 8. Direttiva 92/43/CEE del 21 maggio 1992 Scopo principale: salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli Stati membri al quale si applica il trattato (art. 2). Stabilisce misure volte ad assicurare il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat e delle specie di interesse comunitario elencati nei suoi allegati. È costruita intorno a due pilastri:  la rete ecologica natura Natura 2000, costituita da siti finalizzati alla conservazione di habitat e specie elencati negli allegati I e II, e che ricomprende anche i siti tutelati dalla Direttiva Uccelli  il regime di tutela delle specie elencate negli allegati IV e V. Stabilisce, tra l’altro, norme per la gestione dei siti Natura 2000 e la valutazione di incidenza (art. 6) Riconosce l’importanza degli elementi del paesaggio che svolgono un ruolo di connessione ecologica per la flora e la fauna selvatiche (art. 10). relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (c.d. “Habitat”)
  9. 9. https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/figures/natura-2000-birds-and-habitat-directives-9/eu28-birds-and-habitats- directives La Rete Natura 2000 È una “rete ecologica europea coerente di zone speciali di con- servazione” Scopo: garantire il man- tenimento o, all’occor- renza, il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, dei tipi di habitat naturali e degli habitat delle specie inte- ressati nella loro area di ripartizione naturale. (Dir Habitat, art. 3)
  10. 10. La Rete Natura 2000 • “I territori più idonei in numero e in superficie alla conservazione delle specie tutelate dalla Direttiva, tenuto conto delle necessità di protezione di queste ultime nella zona geografica marittima e terrestre in cui si applica la Direttiva.” ZPS Zona di protezione speciale •“È un sito che, nella o nelle regioni biogeografiche cui appartiene, •… contribuisce in modo significativo a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat naturale di cui all'allegato I o una specie di cui all'allegato II in uno stato di conservazione soddisfacente •… che può inoltre contribuire in modo significativo alla coerenza di Natura 2000 di cui all'articolo 3,… •… e/o che contribuisce in modo significativo al mantenimento della diversità biologica nella regione biogeografica o nelle regioni biogeografiche in questione.” SIC Sito di importanza comunitaria •“È un sito di importanza comunitaria … •… designato dagli Stati membri mediante un atto regolamentare, amministrativo e/o contrattuale … •… in cui sono applicate le misure di conservazione necessarie al mantenimento o al ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e/o delle popolazioni delle specie per cui il sito è designato.” ZSC Zona speciale di conservazione Direttiva 79/409/CEE, art. 1 Direttiva 2009/147/CE, art. 1 Direttiva 92/43/CEE, art. 1.k Direttiva 92/43/CEE, art. 1.l
  11. 11. Natura 2000 nell’Unione Europea https://www.eea.europa.eu/data-and- maps/dashboards/natura-2000-barometer
  12. 12. Natura 2000 in Italia https://www.eea.europa.eu/data-and- maps/dashboards/natura-2000-barometer ~10,7% tot
  13. 13. Insufficiente designazione siti marini in Italia Insufficienze Direttiva Habitat regione biog. Mediterranea marina (IT) Hab. 1170 Scogliere IN MIN/IN MOD inshore IN MOD offshore Hab. 8330 Grotte marine sommerse o semisommerse IN MOD/CD- Puglia Sp. 1095 Petromyzon marinus IN MOD/CD- P. Magra-vara Sp. 1099 Lampetra fluviatilis IN MOD/CD- P. Magra-vara Sp. 1224 *Caretta caretta SUF/ SR offshore Sp. 1349 Tursiops truncatus IN MOD inshore/ SR offshore Sp. 1366 *Monachus monachus IN MOD Ipotesi ISPRA 2015Ipotesi ISPRA 2015
  14. 14. Insufficiente designazione siti marini in Italia Ipotesi nuove ZPS marine per la tutela della nidificazione e/o foraggiamento di Gabbiano corso, Berta maggiore, Berta minore Ipotesi ISPRA 2015
  15. 15. Le misure di conservazione Direttiva 92/43/CEE, Articolo 6 1. Per le zone speciali di conservazione, gli Stati membri stabiliscono le misure di conservazione necessarie che implicano all’occorrenza appropriati piani di gestione specifici o integrati ad altri piani di sviluppo e le opportune misure regolamentari, amministrative o contrattuali che siano conformi alle esigenze ecologiche dei tipi di habitat naturali di cui all'all. I e delle specie di cui all'all. II presenti nei siti. 2. Gli Stati membri adottano le opportune misure per evitare nelle zone speciali di conservazione il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state designate, nella misura in cui tale perturbazione potrebbe avere conseguenze significative per quanto riguarda gli obiettivi della presente direttiva. 3. Qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione del sito ma che possa avere incidenze significative su tale sito, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti, forma oggetto di una opportuna valutazione dell'incidenza che ha sul sito, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del medesimo. Alla luce delle conclusioni della valutazione dell'incidenza sul sito e fatto salvo il paragrafo 4, le autorità nazionali competenti danno il loro accordo su tale piano o progetto soltanto dopo aver avuto la certezza che esso non pregiudicherà l'integrità del sito in causa e, se del caso, previo parere dell'opinione pubblica. 4. Qualora, nonostante conclusioni negative della valutazione dell'incidenza sul sito e in mancanza di soluzioni alternative, un piano o progetto debba essere realizzato per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica, lo Stato membro adotta ogni misura compensativa necessaria per garantire che la coerenza globale di Natura 2000 sia tutelata. Lo Stato membro informa la Commissione delle misure compensative adottate. Qualora il sito in causa sia un sito in cui si trovano un tipo di habitat naturale e/o una specie prioritari, possono essere addotte soltanto considerazioni connesse con la salute dell'uomo e la sicurezza pubblica o relative a conseguenze positive di primaria importanza per l'ambiente ovvero, previo parere della Commissione, altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico. Misure positive Misure preventive Misurepreventivea carattereprocedurale Misure di gestione per garantire la conservazione Misure “permanenti”, non solo per attività intenzionali
  16. 16. Il DPR 357/1997 (mod. DPR 120/2003) 4. Misure di conservazione 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano assicurano per i proposti siti di importanza comunitaria opportune misure per evitare il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie, nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state designate, nella misura in cui tale perturbazione potrebbe avere conseguenze significative per quanto riguarda gli obiettivi del presente regolamento. 2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base di linee guida per la gestione delle aree della rete «Natura 2000», da adottarsi con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, adottano per le zone speciali di conservazione, entro sei mesi dalla loro designazione, le misure di conservazione necessarie che implicano all'occorrenza appropriati piani di gestione specifici od integrati ad altri piani di sviluppo e le opportune misure regolamentari, amministrative o contrattuali che siano conformi alle esigenze ecologiche dei tipi di habitat naturali di cui all'allegato A e delle specie di cui all'allegato B presenti nei siti. 2-bis. Le misure di cui al comma 1 rimangono in vigore nelle zone speciali di conservazione fino all'adozione delle misure previste al comma 2. 3. Qualora le zone speciali di conservazione ricadano all'interno di aree naturali protette, si applicano le misure di conservazione per queste previste dalla normativa vigente. Per la porzione ricadente all'esterno del perimetro dell'area naturale protetta la regione o la provincia autonoma adotta, sentiti anche gli enti locali interessati e il soggetto gestore dell'area protetta, le opportune misure di conservazione e le norme di gestione. Regolamento recante attuazione della Direttiva 92/43/CEE
  17. 17. Da SIC a ZSC: misure e obiettivi di conservazione http://ec.europa.eu/environment/nature/natura2000/management/docs /commission_note/commission_note_EN.pdf http://ec.europa.eu/environment/nature/natura2000/management/docs /commission_note/commission_note2_EN.pdf http://ec.europa.eu/environment/nature/natura2000/management/do cs/commission_note/comNote%20conservation%20measures_EN.pdf http://ec.europa.eu/environ ment/nature/natura2000/ma nagement/docs/art6/provisio n_of_art6_it.pdf http://www.minambiente.it/sites/default/f iles/archivio/allegati/rete_natura_2000/m anuale_gestione_siti_natura2000.pdf
  18. 18. Da pSIC a ZSC: misure e obiettivi di conservazione «considerando che, in ciascuna zona designata, occorre attuare le misure necessarie in relazione agli obiettivi di conservazione previsti»… (dal preambolo della DH) pSIC • ART. 4 c.1. In base ai criteri di cui all'allegato III e alle informazioni scientifiche pertinenti, ogni Stato membro propone un elenco di siti. L’elenco viene trasmesso alla Commissione […] con le informazioni su ogni sito. SIC • ART. 4 c.2. In base ai criteri di cui all’All. III e nell’ambito di ognuna delle regioni biogeografiche la Commissione elabora, d’accordo con ognuno degli SM, un progetto di elenco dei SIC, sulla base degli elenchi degli Stati membri. L’elenco dei siti selezionati è fissato dalla Commissione ZSC • ART. 4 c.4. Quando un SIC è stato designato, lo Stato membro interessato designa tale sito come ZSC il più rapidamente possibile e entro un termine massimo di sei anni, stabilendo le priorità in funzione dell'importanza dei siti per il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, di uno o più tipi di habitat naturali di cui all’All. I o di una o più specie di cui all’All. II e per la coerenza di Natura 2000, nonché alla luce dei rischi di degrado e di distruzione che incombono su detti siti.
  19. 19. Da pSIC a ZSC: misure e obiettivi di conservazione «considerando che, in ciascuna zona designata, occorre attuare le misure necessarie in relazione agli obiettivi di conservazione previsti»… (dal preambolo della DH) pSIC • ART. 4 c.1. In base ai criteri di cui all'allegato III e alle informazioni scientifiche pertinenti, ogni Stato membro propone un elenco di siti. L’elenco viene trasmesso alla Commissione […] con le informazioni su ogni sito. SIC • ART. 4 c.2. In base ai criteri di cui all’All. III e nell’ambito di ognuna delle regioni biogeografiche la Commissione elabora, d’accordo con ognuno degli SM, un progetto di elenco dei SIC, sulla base degli elenchi degli Stati membri. L’elenco dei siti selezionati è fissato dalla Commissione. ZSC • ART. 4 c.4. Quando un SIC è stato designato, lo Stato membro interessato designa tale sito come ZSC il più rapidamente possibile e entro un termine massimo di sei anni, stabilendo le priorità in funzione dell'importanza dei siti per il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, di uno o più tipi di habitat naturali di cui all’All. I o di una o più specie di cui all’All. II e per la coerenza di Natura 2000, nonché alla luce dei rischi di degrado e di distruzione che incombono su detti siti. http://ec.europa.eu/environment/nature/natura2000/biogeog_regions/mediterranean/index_en.htm
  20. 20. Da pSIC a ZSC: misure e obiettivi di conservazione «considerando che, in ciascuna zona designata, occorre attuare le misure necessarie in relazione agli obiettivi di conservazione previsti»… (dal preambolo della DH) pSIC • ART. 4 c.1. In base ai criteri di cui all'allegato III e alle informazioni scientifiche pertinenti, ogni Stato membro propone un elenco di siti. L’elenco viene trasmesso alla Commissione […] con le informazioni su ogni sito. SIC • ART. 4 c.2. In base ai criteri di cui all’All. III e nell’ambito di ognuna delle regioni biogeografiche, la Commissione elabora, d’accordo con ognuno degli SM, un progetto di elenco dei SIC, sulla base degli elenchi degli Stati membri. L’elenco dei siti selezionati è fissato dalla Commissione ZSC • ART. 4 c.4. Quando un SIC è stato designato, lo Stato membro interessato designa tale sito come ZSC il più rapidamente possibile e entro un termine massimo di 6 anni, stabilendo le priorità in funzione dell'importanza dei siti per il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, di uno o più tipi di habitat naturali di cui all’All. I o di una o più specie di cui all’All. II e per la coerenza di Natura 2000, nonché alla luce dei rischi di degrado e di distruzione che incombono su detti siti.
  21. 21. Misure di conservazione e ZSC “[…] L’atto di designazione di una ZSC  deve indicare esplicitamente  tipi di habitat e specie per i quali la ZSC è designata  confini del sito  scopo della designazione del sito  disposizioni giuridiche che si applicano al sito  deve rendere esplicito l’obbligo di applicare nella ZSC le necessarie misure di conservazione che corrispondono alle esigenze ecologiche dei tipi di habitat di All. I e di specie di All. II presenti  deve anche fornire, o essere accompagnato da, un meccanismo trasparente per stabilire e porre in atto queste misure di conservazione (es., piani di gestione). […] In ogni caso, qualunque sia il meccanismo utilizzato, gli Stati Membri devono garantire che le necessarie misure di conservazione siano sufficientemente specifiche, precise e chiare, allo scopo di fornire certezza giuridica a quanti sono interessati. Gli Stati Membri devono inoltre garantire che le misure di conservazione siano poste effettivamente in essere. […]”
  22. 22. Misure di conservazione: il processo di definizione • Tutti gli elementi (compresi i fattori biotici e abiotici, es. aria, acqua, suolo, vegetazione) necessari per assicurare la conservazione di habitat e specie tutelati dalle Direttive Habitat e Uccelli • Individuati sulla base di conoscenze scientifiche • Definiti con valutazione caso per caso Esigenze ecologiche • Obiettivo generale per tutti i siti: mantenere o migliorare le condizioni di habitat e specie presenti nel sito • Definiscono la condizione attesa, “desiderata”, di habitat e specie presenti nel sito • Definiti sulla base del grado di conservazione di ogni habitat e specie la cui presenza sul sito è considerata significativa nel sito Obiettivi di conservazione sito-specifici • Finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di conservazione • Discendono dalla definizione degli obiettivi di conservazione, … • … ma in maniera non pre- determinata e generalizzabile • Esigenze e attività economiche e sociali possono essere tenute in considerazione nella definizione delle misure Misure di conservazione Per le zone speciali di conservazione, gli Stati membri stabiliscono le misure di conservazione necessarie che implicano all’occorrenza appropriati piani di gestione specifici o integrati ad altri piani di sviluppo e le opportune misure regolamentari, amministrative o contrattuali che siano conformi alle esigenze ecologiche dei tipi di habitat naturali di cui all'allegato I e delle specie di cui all'allegato II presenti nei siti.
  23. 23. Misure di conservazione obbligatorie •interventi di tipo normativo o regolativo (es. Stato, regione, comuni, enti parco) •es. leggi, circolari, atti di indirizzo, piani e programmi Misure regolamentari •interventi di autorità amministrative, provvedimenti concreti e non generali •es. ordinanze, divieti, autorizzazioni, prescrizioni puntuali Misure amministrative •interventi in accordo tra più soggetti •es. convenzioni e contratti Misure contrattuali Per le zone speciali di conservazione, gli Stati membri stabiliscono le misure di conservazione necessarie che implicano all’occorrenza appropriati piani di gestione specifici o integrati ad altri piani di sviluppo e le opportune misure regolamentari, amministrative o contrattuali che siano conformi alle esigenze ecologiche dei tipi di habitat naturali di cui all'allegato I e delle specie di cui all'allegato II presenti nei siti.
  24. 24. Misure di conservazione “all’occorrenza”: i PdG I piani di gestione (PdG) non sono sempre necessari. Tuttavia, «la Commissione ha incoraggiato con forza l’utilizzo dei piani di gestione come strumento trasparente per assistere la gestione proattiva dei siti Natura 2000.» (Commissione Europea, 2012, “Nota della sulla Designazione delle ZSC”) Bisognerebbe dotarsene prima di ricorrere alle altre misure (in particolare quelle contrattuali) perché i contenuti dei PdG dovrebbero costituire punto di riferimento per la definizione delle misure stesse. I PdG possono essere  «appropriati» e «specifici»  «integrati ad altri piani di sviluppo». L’UE non fornisce indicazioni sul contenuto specifico dei PdG, ma solo alcune «considerazioni che possono essere utili nella preparazione.» (Commissione Europea, 2000, Allegato II alla “Guida all’interpretazione dell’articolo 6 della direttiva «Habitat» 92/43/CEE”) Per le zone speciali di conservazione, gli Stati membri stabiliscono le misure di conservazione necessarie che implicano all’occorrenza appropriati piani di gestione specifici o integrati ad altri piani di sviluppo e le opportune misure regolamentari, amministrative o contrattuali che siano conformi alle esigenze ecologiche dei tipi di habitat naturali di cui all'allegato I e delle specie di cui all'allegato II presenti nei siti.
  25. 25. Misure di conservazione “all’occorrenza”: i PdG http://ec.europa.eu/environment/nature/natura2000/management /docs/art6/provision_of_art6_it.pdf
  26. 26. La definizione dei PdG: le indicazioni del MATTM  Manuale ministeriale per la redazione dei PdG definito all’interno del progetto LIFE99/NAR/IT/006279 “Verifica della rete Natura 2000 in Italia e modelli di gestione”.  DM 3 settembre 2002 del MATT “Linee guida per la gestione dei siti Natura 2000” (GURI n. 224 del 24.09.2002).
  27. 27. Corredo cartografico (“Atlante d’uso del territorio”) •Inquadramento territoriale •Carta dell’uso del suolo e degli habitat •Carta delle azioni Quadro conoscitivo: descrizione • Fisica • Biologica • Socio-economica • Archeologico- architettonico-culturale • Paesaggistica Valutazione delle esigenze ecologiche di habitat e specie • Esigenze ecologiche • Indicatori per la valutazione dello stato di conservazione ed evoluzione di specie ed habitat • Minacce e fattori di impatto Definizione degli obiettivi • Obiettivo generale • Obiettivi specifici • Obiettivi conflittuali Strategia di gestione (insieme di azioni tipizzate) • Interventi attivi • Regolamentazioni • Incentivazioni • Programmi di monitoraggio/ ricerca • Programmi didattici La definizione dei PdG: le indicazioni del MATTM  Manuale ministeriale per la redazione dei PdG definito all’interno del progetto LIFE99/NAR/IT/006279 “Verifica della rete Natura 2000 in Italia e modelli di gestione”.  DM 3 settembre 2002 del MATT “Linee guida per la gestione dei siti Natura 2000” (GURI n. 224 del 24.09.2002).
  28. 28. Regione n. ZSC % progresso PdG MdC Responsabile redazione PdG/MdC Consultazioni/ partecipazione(*) Contenuto urbanistico Abruzzo 0 Basilicata 54 96,43% X X Regione 3 (PdG),4 (MdC) Escluso Calabria 178 100% X Enti gestori aree protette; Province --- Campania 0 Emilia Romagna 0 Friuli Venezia Giulia 56 100% X X Regione 2 (PdG), 4 (MdC) X Lazio 180 99,45% X X Regione 2 (talvolta anche 4) Liguria 126 100% X Regione e ARPAL 2 Lombardia 193 100% X X Enti gestori SIC (PdG), Regione (MdC) 2 Marche 76 100% X X Regione (MdC), Province e enti gestori aree protette (PdG) 2 (MdC e PdG), 4 (PdG) Molise 60 70,59% X Regione e una Comunità montana 2 (PdG C. Montana), 4 (PdG regionali) X Piemonte 122 100% X X Regione 2, 4 (solo in pochi casi) Puglia 56 70% X Province, Comuni, Comunità montane 2, 4 (solo in pochi PdG) Sardegna 56 62,92% X Enti gestori aree protette, Province, Comuni 2, 4 Sicilia 203 92,69% X Enti gestori aree protette, Province, Azienda regionale foreste demaniali --- Toscana 134 100% X Regione 1 Trentino Alto Adige Prov. BZ 40 90,90% X Provincia 2 X Prov. TN 135 100% X Provincia, Enti parco, Comuni, Comunità di valle 2, 4 Umbria 97 100% X Comunità montane, Enti parco, Comuni 2, 3 Valle d’Aosta 27 96,43% X Regione 1 Veneto 96 92,31% documentazione non ancora disponibile Totale Italia 1.889 82,14% (*) Legenda: 4. Incontri in itinere durante la stesura di MdC/PdG; 3. Incontri pubblici dopo la stesura di MdC/PdG; 2. Pubblicazione e possibilità, per il pubblico, di presentazione di osservazioni ex post; 1. Consultazione limitata a sole istituzioni (Lai, in stampa)
  29. 29. Alcune domande aperte … 1. Diversità di approcci: in 6 casi MdC e PdG sono entrambi utilizzati; in 7 casi solo MdC; in 4 casi solo PdG. I casi di integrazione delle MdC in altri piani sono molto limitati (pochi piani parchi/riserve o REO AMP). Perché? 2. Pluralità e diversità di istituzioni coinvolte nella gestione e pianificazione dei siti: alcune regioni hanno mantenuto in capo a sé stesse la definizione MdC/PdG, altre hanno delegato. Questo incide, e se sì, come, sull’efficacia? 3. Quale ruolo per l’inclusione delle esigenze socio economiche e culturali? La definizione di MdC/PdG bilancia i processi tecnocratico/scientifici di individuazione dei siti? 4. MdC e PdG hanno natura/contenuto urbanistico? … a seguito dell’esame degli atti di designazione ZSC
  30. 30. Il Decreto ministeriale 17 ottobre 2007 Fornisce i criteri minimi uniformi sulla cui base le regioni e le province autonome adottano le misure di conservazione o all’occorrenza i piani di gestione per tali aree. Per le ZSC: alcuni divieti generali – es:  divieto di eliminazione degli elementi naturali e seminaturali caratteristici del paesaggio agrario con alta valenza ecologica individuati dalle regioni e dalle province autonome con appositi provvedimenti  divieto di eliminazione dei terrazzamenti esistenti, delimitati a valle da muretto a secco oppure da una scarpata inerbita; sono fatti salvi …  divieto di esecuzione di livellamenti non autorizzati dall'ente gestore; sono fatti salvi …  divieto di esercizio della pesca con reti da traino, draghe, ciancioli, sciabiche da natante, sciabiche da spiaggia e reti analoghe sulle praterie sottomarine, in particolare sulle praterie di posidonie (Posidonia oceanica) …  divieto di esercizio della pesca con reti da traino, draghe, sciabiche da spiaggia e reti analoghe su habitat coralligeni e letti di maerl …  divieto di utilizzo di munizionamento a pallini di piombo all'interno delle zone umide, quali laghi, stagni, paludi, acquitrini, lanche e lagune d'acqua dolce, salata, salmastra, nonchè nel raggio di 150 metri dalle rive più esterne … Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone speciali di conservazione (ZSC) e a Zone di protezione speciale (ZPS)
  31. 31. Il Decreto ministeriale 17 ottobre 2007 Per le ZPS: (esempi) Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone speciali di conservazione (ZSC) e a Zone di protezione speciale (ZPS) MdC per tutte le ZPS Divieti nuovi impianti eolici, nuovi impianti di risalita a fune e piste da sci nuove cave e ampliamento cave esistenti circolazione motorizzata fuori strada Obblighi messa in sicurezza elettrodotti e linee aeree AT/MT (elettrocuzione) Attività da incentivare rimozione cavi sospesi (es impianti risalita, elettrodotti dismessi) informazione e sensibilizzaz. pop. locale e fruitori agricoltura biologica e integrata MdC per ZPS di una tipologia ambientale Regolamentazioni caratteristiche tecniche illuminazioni esterne entro 1 km dalle colonie di uccello delle tempeste, berta maggiore e berta minore Divieti e obblighi obbligo di punti luce schermati verso l'alto e verso il mare e di utilizzo di lampade ai vapori di sodio a bassa pressione Attività da incentivare utilizzazione di dispositivi per accensione spegnimento automatico al passaggio di persone o automezzi Esempi per la tipologia ambientale ZPS con colonie di uccelli marini
  32. 32. «Le misure adottate a norma della presente direttiva tengono conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali.» (Direttiva Habitat, art. 2) «La Commissione ha incoraggiato con forza l’utilizzo dei piani di gestione come strumento trasparente per assistere la gestione proattiva dei siti Natura 2000.» (Commissione Europea, 2012, “Nota della sulla Designazione delle ZSC”)
  33. 33. In Regione Sardegna anno 2005, Bando POR 2000-2006 misura 1.5 “Rete ecologica regionale”
  34. 34. La “seconda stagione” dei PdG anno 2011, Bando PSR 2007/2013 misura 323
  35. 35. I PdG in Sardegna: Partecipazione Fase di scoping (incontro o consultazione scritta) Scopo: definire la portata ed il livello di dettaglio delle informazioni da includere nel Rapporto Ambientale Chi: tutti i comuni coinvolti, lo SVA, il STNPF, tutti i Soggetti competenti in materia ambientale ed enti territorialmente interessati Pubblicità: secondo la norma sulla VAS Almeno 1 incontro pubblico durante la redazione del Piano Scopo: illustrare la versione preliminare del Piano di gestione - non a solo scopo informativo, ma per recepire contributi da comunità locali e portatori di interesse Chi: portatori locali di interesse operanti sul territorio del SIC/ZPS, abitanti di tutti i comuni coinvolti, associazioni ambientaliste Pubblicità: nelle forme ritenute più opportune (affissione su albo pretorio, pubblicazione sui siti internet istituzionali, mass media locali, manifesti…) Uno o più incontri pubblici post- deposito del Piano Scopo: fornire la più ampia e completa informazione sul Piano già elaborato, in modo che chiunque possa presentare le proprie osservazioni Chi: SVA, STNPF, i Soggetti competenti in materia ambientale ed enti territorialmente interessati, portatori locali di interesse, abitanti di tutti i comuni coinvolti, associazioni ambientaliste Pubblicità: secondo la norma sulla VAS
  36. 36. I PdG in Sardegna: Condivisione Commissione Europea Stato Italiano Regione Sardegna Enti gestori aree protette e Enti Locali Stesura piani di gestione Obbligo def. misure (DPR 357/97, art. 5) Obbligo def. misure (DH, art. 6) Approvazione piani di gestione (DGR 30/41 del 2 agosto 2007) Verifica piani di gestione ai fini designazione ZSC
  37. 37. … condivisi … (sentenza TAR Sardegna n. 280/2018 )
  38. 38. A proposito di condivisione: il caso Is Arenas
  39. 39. --- Limite SIC 2006 --- Limite SIC attuale
  40. 40. … condivisi … (sentenza TAR Sardegna n. 280/2018 )
  41. 41. La “seconda stagione” dei PdG anno 2011, Bando PSR 2007/2013 misura 323 Stesura e/o aggiornamento dei piani di gestione delle aree della rete Natura 2000
  42. 42. 1.Caratterizzazione delsito 2.Valutazione: identificazione fattoridipressione effettidiimpatto 3.Definizionedegli obiettividi gestionedelsito 4.Dettaglio delleazioni Fattori pressione Effetti impatto da analisi territoriale Fattori pressione Effetti impatto da analisi abiotica Fattori pressione Effetti impatto da analisi biotica Fattori pressione Effetti impatto da analisi agro-forestale Fattori pressione Effetti impatto da analisi urbanistica Fattori pressione Effetti impatto da analisi paesaggistica Fattori pressione Effetti impatto da analisi socio-econom Obiettivo 1 Obiettivo 2 Obiettivo 3 Obiettivo n Int. A1 Int. A2 Int. Ai Int. B1 Int. B2 Int. Bj Int. C1 Int. C2 Int. Ck Int. Z1 Int. Z2 Int. Zl Caratterizzazione territoriale Caratterizzazione abiotica Caratterizzazione biotica Caratterizzazione agro-forestale Caratterizzazione urbanistica Caratterizzazione paesaggistica Caratterizzazione socio-economica 1.StudioGenerale2.Quadrodigestione
  43. 43. Il quadro logico Estratto Format
  44. 44. Definizione della strategia gestionale Esempio
  45. 45. Le schede di azione Estratto Format
  46. 46. La carta delle azioni: esempio
  47. 47. … quale attuazione? (chi, come, quando?)  Disponibilità di risorse ad hoc: http://www.regione.sardegna.it/j/v/2599?s=1&v=9&c=1425&c1=1425&id=67140 POR FESR, azione 6.5.1 Bando per azioni di tutela dotazione € 9.110.880 POR FESR, azione 6.6.1 Programmazione fondi per interventi di valorizzazione € 11.250.000
  48. 48. Programmazione 2014-2020 11 obiettivi tematici  Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione  Migliorare l’accesso alle tecnologie ICT, nonché il loro utilizzo e qualità  Migliorare la competitività delle PMI  Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio  Promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici e la prevenzione e la gestione dei rischi  Preservare e tutelare l’ambiente e promuovere l’efficienza delle risorse  Promuovere il trasporto sostenibile e migliorare le infrastrutture di rete  Promuovere l’occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori  Promuovere l’inclusione sociale e lottare contro la povertà e qualsiasi discriminazione  Investire in istruzione, formazione e apprendimento permanente  Migliorare l’efficienza della PA http://ec.europa.eu/regional_policy/en/policy/how/is-my-region-covered/
  49. 49. Programmazione 2014-2020 https://opencoesione.gov.it/it/
  50. 50. Dalla programmazione 2014-2020 alla 2021-2027
  51. 51. Dalla programmazione 2014-2020 alla 2021-2027
  52. 52. Bozza per la programmazione 2021-2027 COM(2018) 375 final 5 obiettivi tematici  Un'Europa più intelligente attraverso la promozione di una trasformazione economica innovativa e intelligente  Un'Europa più verde e a basse emissioni di carbonio, attraverso la promozione di una transizione verso un'energia pulita ed equa, di investimenti verdi e blu, dell’economia circolare, dell'adattamento ai cambiamenti climatici e della gestione e prevenzione dei rischi  Un'Europa più connessa attraverso il rafforzamento della mobilità e della connettività regionale alle TIC  Un'Europa più sociale attraverso l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali  Un'Europa più vicina ai cittadini attraverso la promozione dello sviluppo sostenibile e integrato delle zone urbane, rurali e costiere mediante iniziative locali 7 sotto-obiettivi FESR COM(2018) 3725 final
  53. 53. Indicatori comuni di output e di risultato per il FESR e il Fondo di coesione (proposta Reg 372/2018) Target intermedi al 2024 Sotto-obiettivo Indicatore di output Indicatore di risultato vii) rafforzare la biodiversità, le infrastrutture verdi nell'ambiente urbano e ridurre l'inquinamento RCO 36 - Superficie delle infrastrutture verdi che beneficiano di un sostegno nelle zone urbane RCO 37 - Superficie dei siti Natura 2000 oggetto di misure di protezione e risanamento in conformità al quadro di azioni prioritarie RCO 99 - Superficie al di fuori dei siti Natura 2000 oggetto di misure di protezione e risanamento RCO 38 - Superficie di terreni ripristinati che beneficiano di un sostegno RCO 39 - Sistemi di monitoraggio dell'inquinamento atmosferico installati RCR 50 - Popolazione che beneficia di misure per la qualità dell'aria RCR 95 - Popolazione che ha accesso a infrastrutture verdi nuove o rinnovate in zone urbane RCR 51 - Popolazione che beneficia di misure per la riduzione del rumore RCR 52 - Terreni ripristinati usati come spazi verdi, per l'edilizia popolare e per attività economiche o per la collettività Target finali al 2029 Obiettivo 2 Un'Europa più verde e a basse emissioni di carbonio, attraverso la promozione di una transizione verso un'energia pulita ed equa, di investimenti verdi e blu, dell’economia circolare, dell'adattamento ai cambiamenti climatici e della gestione e prevenzione dei rischi
  54. 54. Indicatori di performance per il FESR e il Fondo di coesione (proposta Reg 372/2018) Sotto-obiettivo Output Risultato i) promuovere misure di efficienza energetica CCO 06 - Investimenti in misure per migliorare l'efficienza energetica CCR 05 - Beneficiari con una migliore classificazione energetica ii) promuovere le energie rinnovabili CCO 07 - Capacità supplementare di produzione di energie rinnovabili CCR 06 - Volume delle energie rinnovabili supplementari prodotte iii) sviluppare sistemi, reti e impianti di stoccaggio energetici intelligenti a livello locale CCO 08 - Sistemi di gestione digitali sviluppati per reti intelligenti CCR 07 - Ulteriori utenti connessi a reti intelligenti iv) promuovere l'adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione dei rischi e la resilienza alle catastrofi CCO 09 - Sistemi nuovi o aggiornati di monitoraggio, allarme e reazione in caso di calamità CCR 08 - Ulteriore popolazione che beneficia di misure di protezione contro inondazioni, incendi boschivi e altre calamità naturali connesse al clima v) promuovere la gestione sostenibile dell'acqua CCO 10 - Nuove o maggiori capacità di trattamento delle acque reflue CCR 09 - Ulteriore popolazione collegata almeno a impianti secondari di trattamento delle acque reflue vi) promuovere la transizione verso un'economia circolare CCO 11 - Nuove o maggiori capacità di riciclaggio dei rifiuti CCR 10 - Rifiuti supplementari riciclati vii) rafforzare la biodiversità, le infrastrutture verdi nell'ambiente urbano e ridurre l'inquinamento CCO 12 - Superficie delle infrastrutture verdi nelle zone urbane CCR 11 - Popolazione che beneficia di misure per la qualità dell'aria Obiettivo 2 Un'Europa più verde e a basse emissioni di carbonio, attraverso la promozione di una transizione verso un'energia pulita ed equa, di investimenti verdi e blu, dell’economia circolare, dell'adattamento ai cambiamenti climatici e della gestione e prevenzione dei rischi
  55. 55. Condizioni abilitanti per il FESR, il FSE e il Fondo di coesione (proposta Reg 375/2018) Obiettivo specifico Nome della condizione abilitante Criteri di adempimento per la condizione abilitante vii) rafforzare la biodiversità, le infrastrutture verdi nell'ambiente urbano e ridurre l'inquinamento Quadro di azioni elencate per priorità per le misure di conservazione necessarie, che implicano il cofinanziamento dell'Unione È in atto un quadro di azione prioritaria conformemente all'articolo 8 della direttiva 92/43/CEE, che comprende: 1. tutti gli elementi richiesti dal modello del quadro di azione prioritario per il periodo 2021-2027 concordato tra la Commissione e gli Stati membri; 2. l'individuazione delle misure prioritarie e la stima del fabbisogno di finanziamento. Obiettivo 2 Un'Europa più verde e a basse emissioni di carbonio, attraverso la promozione di una transizione verso un'energia pulita ed equa, di investimenti verdi e blu, dell’economia circolare, dell'adattamento ai cambiamenti climatici e della gestione e prevenzione dei rischi
  56. 56. Obiettivo tematico 6 (Tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse), a pp. 177-178 “Il mantenimento e ripristino degli habitat naturali e degli habitat delle specie nella Rete Natura 2000 sarà cofinanziato dal FESR, con interventi rivolti anche ad una loro corretta fruizione, mantenimento e/o ripristino dei servizi eco sistemici. Le azioni saranno tese a ridurre la frammentazione degli habitat e a mantenere o ripristinare le infrastrutture verdi, così come individuate negli strumenti di pianificazione regionale (reti ecologiche, aree di collegamento ecologico funzionale), anche in aree non rurali. Le azioni sono sinergiche con quelle previste per l’Obiettivo tematico 5 “Promuovere l’adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi” che trovano in questo contesto una più specifica finalità nella funzionalità ecologica nella Rete Natura 2000. Gli interventi dei due Fondi dovranno attuarsi in sintonia con quanto previsto nei piani di gestione o nelle misure di conservazione e, laddove esistenti, nei Prioritized Action Framework (PAF), strumenti redatti a livello regionale, non obbligatori ma fortemente sostenuti in sede europea, utili a definire cosa, dove, come e con quali risorse garantire la tutela delle specie e degli habitat di interesse comunitario. La programmazione 2014-2020 per Rete Natura 2000: i Prioritised Action Frameworks (PAF) Accordo di partenariato 2014-2020 Italia del 18.04.2014
  57. 57. La programmazione 2014-2020 per Rete Natura 2000: i Prioritised Action Frameworks (PAF) I PAF sono strumenti di programmazione che: identificano le priorità chiave forniscono una visione integrata sulle azioni necessarie per perseguire le priorità tengono conto degli strumenti di finanziamento costituiscono un supporto, per gli Stati Membri, alla preparazione degli Accordi di partenariato e dei PO mirano ad assicurare il reperimento delle risorse necessarie per la Rete Natura 2000 tramite l’integrazione delle fonti di finanziamento Direttiva “Habitat” art. 8 «La Commissione […] tenendo conto delle fonti di finanziamento disponibili in base agli strumenti comunitari pertinenti, adotta un quadro di azioni elencate per priorità (Prioritised Action Frameworks, PAF) in cui sono indicate le misure che richiedono un cofinanziamento»
  58. 58. Il PAF della Regione Sardegna: metodologia e contenuti Le sezioni A e B sono largamente basate sui dati contenuti  nel database Natura 2000 (agg. 2012)  nel rapporto ex art. 17 DH (agg. nov 2012). La sezione A fornisce, sotto forma tabellare, grafica e cartografica, le informazioni su habitat e specie presenti nel territorio regionale. B: Status di conservazione di habitat e specie A: Introduzione: panoramica sulla Rete Natura 2000 nel territorio interessato SIC ZPS SIC e ZPS 9 - Foreste Figura 10 - Distribuzione spaziale della tipologia 9 degli habitat
  59. 59. Il PAF della Regione Sardegna: metodologia e contenuti La sezione B identifica lo stato di conservazione  per gli habitat prioritari e quelli in stato di conservazione sfavorevole  per le specie in stato di conservazione sfavorevole (inadeguato / cattivo) e individua i fattori di pressione/minaccia cui essi sono soggetti. B: Status di conservazione di habitat e specie A: Introduzione: panoramica sulla Rete Natura 2000 nel territorio interessato Importante per la costruzione del quadro di priorità e azioni!
  60. 60. Il PAF della Regione Sardegna: metodologia e contenuti Nella sezione C sono esaminati gli atti normativi, amministrativi, regolamentari e pianificatori di interesse per Ia Rete Natura 2000 e lo stato di preparazione e approvazione dei Piani di gestione. Nella sezione D sono invece forniti i dettagli sulle fonti di finanziamento (europee, nazionali, regionali) a cui si è fatto ricorso nel settennio 2007-2013. C: Disposiz. legali e amministrative vigenti per Natura 2000 D: Fonti di finanziamento 2007-2013
  61. 61. Sulla base del quadro conoscitivo delineato nelle sezioni A-D, la sezione F elenca le priorità con una articolazione che differisce leggermente rispetto a quella prevista nel format, e che è stata ritenuta più efficace per l’individuazione delle azioni: a ogni linea strategica corrispondono infatti una o più azioni. F.1 Priorità e risultati attesi per habitat e specie di interesse comunitario  Strategie di conservazione generali, valide per tutte le specie e gli habitat  Strategia di conservazione per habitat e specie delle zone agricole e forestali  Strategia di conservazione per habitat e specie marini e costieri  Strategia di conservazione per habitat e specie delle zone umide F.2 Priorità correlate al turismo verde, ai green jobs, all’adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici, ai servizi ecosistemici etc  Priorità strategiche relative alla conservazione dei benefici ecosistemici e all’adattamento ed alla mitigazione dei processi dovuti al cambiamento climatico  Priorità strategiche relative al turismo sostenibile  Priorità strategiche relative ai green jobs Il PAF della Regione Sardegna: metodologia e contenuti F: Priorità strategiche di conservazione 2014-2020
  62. 62. A solo titolo di esempio, per la priorità F.1 (Priorità e risultati attesi per habitat e specie di interesse comunitario)  Strategie di conservazione generali, valide per tutte le specie e gli habitat  Approfondire e completare il quadro delle conoscenze sullo stato di conservazione  Completare e sostenere la gestione della Rete Natura 2000  Migliorare il sistema di formazione, comunicazione ed informazione.  Strategia di conservazione per habitat e specie delle zone agricole e forestali  Garantire la conservazione degli habitat agricoli e forestali attraverso il mantenimento e la regimazione dei carichi di bestiame.  Attuare interventi di protezione e salvaguardia di specie particolarmente vulnerabili e dei loro habitat (Tetrax tetrax, Gyps fulvus, Accipiter gentilis arrigonii, etc).  Ridurre le immissioni di inquinanti nelle acque e nel suolo derivanti da attività agricole e zootecniche.  Strategia di conservazione per habitat e specie marini e costieri  Rafforzare i siti protetti marini anche attraverso la costituzione di ZPS in ambiente marino.  Approfondire le problematiche legate alle specie aliene marine e costiere.  Migliorare la sostenibilità del settore della pesca.  Strategia di conservazione per habitat e specie delle zone umide  Prevenire il deterioramento quali-quantitativo delle acque.  Migliorare lo stato delle acque.  Sensibilizzare e orientare le comunità verso l’utilizzo sostenibile delle risorse idriche. Il PAF della Regione Sardegna: metodologia e contenuti F: Priorità strategiche di conservazione 2014-2020
  63. 63. Il PAF della Regione Sardegna: metodologia e contenuti Le azioni previste nella sezione G sono state descritte con:  l’attribuzione di un codice univoco  l’individuazione della tipologia di attività, come da manuale della Commissione  l’identificazione di habitat, specie o siti interessati dall’azione  l’identificazione preliminare delle possibili fonti di finanziamento, basata sulla disamina delle bozze dei regolamenti 2007-2013 e sulla concertazione con le AdG regionali G: Misure chiave per il raggiungimento delle priorità
  64. 64. Il PAF della Regione Sardegna: metodologia e contenuti Esempi di azioni previste nella sezione G: misure generali G: Misure chiave per il raggiungimento delle priorità
  65. 65. Il PAF della Regione Sardegna: metodologia e contenuti Esempi di azioni previste nella sezione G: misure per ambiti agro-forestali G: Misure chiave per il raggiungimento delle priorità
  66. 66. Il PAF della Regione Sardegna: metodologia e contenuti Esempi di azioni previste nella sezione G: misure per ambiti marino-costieri G: Misure chiave per il raggiungimento delle priorità
  67. 67. Il PAF della Regione Sardegna: metodologia e contenuti Esempi di azioni previste nella sezione G: misure per zone umide G: Misure chiave per il raggiungimento delle priorità
  68. 68. Il PAF della Regione Sardegna: metodologia e contenuti Esempi di azioni previste nella sezione G: misure per la conservazione dei benefici ecosistemici G: Misure chiave per il raggiungimento delle priorità
  69. 69. Il PAF della Regione Sardegna: metodologia e contenuti Esempi di azioni previste nella sezione G: misure per il turismo sostenibile e i green jobs G: Misure chiave per il raggiungimento delle priorità
  70. 70. Il PAF della Regione Sardegna: metodologia e contenuti Nella sezione G si valuta, infine, la coerenza tra il quadro strategico e il quadro conoscitivo: si verifica che i fattori di pressione e minaccia individuati per habitat e specie prioritari o in stato di conservazione sfavorevole siano adeguatamente indirizzati attraverso una o più azioni. G: Misure chiave per il raggiungimento delle priorità
  71. 71. Il PAF della Regione Basilicata: la stima del fabbisogno economico
  72. 72. I PAF italiani 2014-2020: analisi della Commissione  In general, the regional PAF are incomplete. The sections mainly missing are those relative to the conservation status of habitat and species and, especially, the estimation of the financial needs. These are basic information, insufficient to get a clear picture of where to focus actions and resources and which/how many funds allocate.  Where provided, the estimated financial needs seem to be a first attempt on the basis of current expenditures for the management of existing sites. It is not clear whether these estimates are the financial needs for the 7 years period covered by the PAF or in total, nor is it possible to know whether these estimates really reflect total current financing needs of the regional networks.  In most cases what is missing is a strategic overview on how to ensure Natura 2000 management, containing mainly a list of actions. There are also PAFs where the strategic objectives and priorities are not provided or they are defined in a very generic way or are the same as the measures.  No PAF provides a quantification of the objectives or expected results. Generally, there is no prioritisation among the listed measures, especially from the perspective of the identified Natura 2000 conservation priorities.  Only a few Regions envisage measures aimed at green employment, ecosystem services valorization, innovative approaches, research and training Region/Autonomous Province Version Date 1. Abruzzo - 2. Basilicata 2014 3. Bolzano AP 2013 4. Calabria 2015 5. Campania 2013 6. Emilia-Romagna 2014 7. Friuli Venezia-Giulia 2013 8. Lazio 2013 9. Liguria - 10. Lombardia 2016 11. Marche 2014 12. Molise - 13. Piemonte 2015 14. Puglia 2014 15. Sardegna 2013 16. Sicilia - 17. Trento AP 2012 18. Toscana 2013 19. Umbria 2013 20. Valle d'Aosta 2014 21. Veneto 2015 ftp://ftp.minambiente.it/PNM/Natura2000/bilaterale_12_13_febbraio/Documenti _preparatori_CommissioneEuropea/IT%20Country%20Profile.docx
  73. 73. Il PAF 2021-2027
  74. 74. Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al consumo di suolo https://www.mdpi.com/2071-1050/9/2/259/htm
  75. 75. Quale ruolo assume Natura 2000… Variable Coefficient Stand.error t-statistic Hypothesis test: coefficient=0 Constant -0.1040 0.8137 -0.128 0.8985 NAT_2000 -0.0130 0.0066 -1.990 0.0484 LT_N2K 0.0188 0.0050 3.774 0.0002 CS_N2K 6.52E-06 0.0001 0.056 0.9551 OLPL_N2K -6.46E-05 8.74E-05 -0.740 0.4607 WAT_N2K -0.0022 0.0005 -4.232 0.0000 SLOP -0.0264 0.0121 -2.191 0.0300 DENS1990 0.0034 0.0012 2.890 0.0044 INC_2008 0.0002 0.0001 1.567 0.1192 AUTOCORR 0.8224 0.1698 4.843 0.0000 Adjusted R-squared = 0.5441  Segni coerenti con le aspettative  Tutte le covariate, tranne due, sono significative (98.8%)  L’effetto preventivo di Natura 2000 rispetto al consumo di suolo non è da collegare ad altre misure di tutela (pianificazione paesaggistica) rispetto al consumo di suolo https://www.mdpi.com/2071-1050/9/2/259/htm
  76. 76. Quale ruolo assume Natura 2000… NAT_2000 (c. -0.0130) •The presence and size of N2Ss prevent land take •In the surroundings of N2Ss possible rebound effects are quite weaker than the conservative effect, if any •On average, if the municipal area belonging to N2Ss triples, the municipal land uptaken will decrease by 2.6% LT_N2K (c. +0.0188) •If the municipal area uptaken within N2Ss doubles (=LT_N2K increases of about 21 ha), municipal non-artificial area decreases by 0.4% WAT_N2K (c. -0.0022) •On average, if wetlands in N2Ss tripled (=WAT_N2K increases by about 250 ha), the land uptaken would decrease by less than 0.1% SLOP (c. -0.0264) •The marginal effect of SLOP is slightly greater than that of LT_N2K DENS1990 (c. 0.0034) •Higher demand for areas for residential development increases land take (agglomeration effect) •The more the quantity of land that is “taken”, the greater the municipal residential density •Land-taking processes are positively related to intensive urbanization rather than to extensive urbanization •On average, a 10-residents-per-hectare increase in residential density is related to a 3.4% increase of land uptaken INC_2008 (c. 0.0002) •Wealthier residents mean higher land take (income effect) • More affluent communities show a comparatively higher demand for new developments (housing, services and infrastructure, etc) •On average, a 5,000 € increase in per-capita income would imply a 1% increase in land take (quite a weak income effect) rispetto al consumo di suolo https://www.mdpi.com/2071-1050/9/2/259/htm
  77. 77. Quale ruolo assume Natura 2000… With reference to establishment and management of N2Ss, 3 main implications on the relationship between land-taking processes and environmental protection policies: 1. Robust negative influence of N2Ss on land take: – The presence and size of N2Ss is correlated to a decrease in land take. – The reduction in land take as a consequence of N2Ss is significant in quantitative terms. 2. No evidence of the “rebound” effect (Dewi et al., 2013) in the close surroundings of N2Ss: – Land saving spreads over the whole municipal land area as a consequence of the presence and size of the municipal N2Ss. – This finding is to be linked to the mandatory character of the A.A. procedure. – A.A. has to be applied even outside N2Ss boundaries, if plans and projects could impact on habitats and species within N2Ss. 3. No need for further restrictive planning rules in order to limit land take: – N2Ss do not impose, in principle, any ban on specific land uses or developments. – Rather, it must be proved that project or planning proposals will not damage or generate loss of habitats and/or species. – This, according to the outcomes of our analysis, significantly reduces land-taking processes. rispetto al consumo di suolo https://www.mdpi.com/2071-1050/9/2/259/htm
  78. 78. Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al consumo di suolo Primo livello Parchi nazionali, istituiti ai sensi della L. 394/1991, “Legge quadro sulle aree protette” Parchi regionali, istituiti ai sensi della L.R. 31/1989, “Norme per l’istituzione e la gestione dei parchi, delle riserve e dei monumenti naturali, nonché delle aree di particolare rilevanza naturalistica ed ambientale” Aree sottoposte alla protezione e gestione dell’Agenzia forestale regionale, ai sensi della L.R. 8/2016 Secondo livello Siti Natura 2000 Terzo livello Aree non protette al di fuori di una fascia di 5 km intorno ad aree naturali protette e siti Natura 2000 Aree non protette ricomprese all’interno di una fascia di 5 km intorno ad aree naturali protette e siti Natura 2000 https://www.mdpi.com/2071-1050/9/12/2174/html
  79. 79. Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al consumo di suolo Riclassificazione della tassonomia CLC terzo livello in otto gruppi, secondo la tassonomia LEAC dell’Agenzia Europea per l’Ambiente SA SCP PAAM FOR ABAT PGVS SAVRA ZUCA Land accounts for Europe 1990-2000: http://www.eea.europa.eu/publications/eea_report_2006_11, p. 98 https://www.mdpi.com/2071-1050/9/12/2174/html
  80. 80. Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al consumo di suolo 1 Processi di antropizzazione 11 Urbanizzazione 111 Urbanizzazione e artificializzazione di seminativi, pascoli e aree seminaturali 112 Urbanizzazione e artificializzazione di aree naturali 12 Creazione di aree agricole a partire da aree naturali 121 Creazione di nuove aree agricole omogenee 122 Creazione di nuove aree agricole eterogenee o semi-naturali 13 Omogeneizzazione o semplificazione di aree agricole 2 Processi che comportano una maggiore naturalizzazione 21 Conversione e rinaturalizzazione di aree artificiali 211 Conversione di aree artificiali in aree agricole prevalentemente omogenee 212 Conversione di aree artificiali in aree agricole eterogenee o semi-naturali 213 Rinaturalizzazione di aree artificiali 22 Processi di modifica delle aree agricole verso maggiore eterogeneità o seminaturalità 23 Abbandono delle aree agricole 231 Abbandono di aree agricole omogenee 232 Abbandono di aree agricole eterogenee o semi-naturali 3 Processi che comportano dei cambiamenti interni nelle aree naturali 31 Processi successionali (es., recupero, addensamento, infittimento di cespugli) 32 Processi che derivano da disturbo e conducono a maggiore semplificazione o degrado o diminuzione della densità 4 Processi che comportano un aumento delle superfici d’acqua Classificazione dei processi: da Martínez-Fernández et al. (2015), versione semplificata della classificazione di Gómez e Páramo (2005) https://www.mdpi.com/2071-1050/9/12/2174/html
  81. 81. Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al consumo di suolo https://www.mdpi.com/2071-1050/9/12/2174/html
  82. 82. Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al consumo di suolo Processo [%] Sup. reg. 111 Urbanizzaz./artificializz. seminativi, pascoli e aree seminaturali 0,64 112 Urbanizzazione e artificializzazione di aree naturali 0,17 121 Creazione di nuove aree agricole omogenee 0,46 122 Creazione di nuove aree agricole eterogenee o semi-naturali 3,41 13 Omogeneizzazione o semplificazione di aree agricole 0,80 211 Conversione aree artificiali in aree agricole prev. omogenee 0,03 212 Conv .aree artificiali in aree agricole eterogenee o semi-naturali 0,03 213 Rinaturalizzazione di aree artificiali 0,07 22 Processi di modifica delle aree agricole verso maggiore eterogeneità o seminaturalità 0,82 231 Abbandono di aree agricole omogenee 0,36 232 Abbandono di aree agricole eterogenee o semi-naturali 2,29 31 Processi successionali 2,45 32 Processi che conducono a maggiore semplificazione o degrado 1,95 4 Processi che comportano un aumento delle superfici d’acqua 0,10 Totale area interessata da cambiamenti 13,60 Totale area senza cambiamenti (persistenza) 86,40 https://www.mdpi.com/2071-1050/9/12/2174/html
  83. 83. Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al consumo di suolo Livello di protezione Codice Processo Sardegna 1° 2° 3°, [%] [%] [%] [%] 1 Processi di antropizzazione 5,49 0,56 6,25 5,90 11 Urbanizzazione 0,82 0,07 0,23 0,83 111 Urbanizzazione e artificializzazione di seminativi, pascoli e aree seminaturali 0,64 0,01 0,10 0,73 112 Urbanizzazione e artificializzazione di aree naturali 0,17 0,07 0,13 0,09 12 Creazione di aree agricole a partire da aree naturali 3,88 0,48 5,50 4,18 121 Creazione di nuove aree agricole omogenee 0,46 0,06 0,25 0,58 122 Creazione di nuove aree agricole eterogenee o semi-naturali 3,41 0,42 5,25 3,60 13 Omogeneizzazione o semplificazione di aree agricole 0,80 0,01 0,52 0,89 2 Processi che comportano una maggiore naturalizzazione 3,61 0,86 3,25 4,02 21 Conversione e rinaturalizzazione di aree artificiali 0,14 0,06 0,11 0,11 211 Conversione di aree artificiali in aree agricole prevalentemente omogenee 0,03 0,00 0,02 0,03 212 Conversione di aree artificiali in aree agricole eterogenee o semi-naturali 0,03 0,00 0,00 0,03 213 Rinaturalizzazione di aree artificiali 0,07 0,06 0,10 0,05 22 Processi di modifica delle aree agricole (verso eterogeneità o seminaturalità) 0,82 0,13 0,92 0,75 23 Abbandono delle aree agricole 2,65 0,67 2,22 3,16 231 Abbandono di aree agricole omogenee 0,36 0,05 0,33 0,38 232 Abbandono di aree agricole eterogenee o semi-naturali 2,29 0,62 1,89 2,78 3 Processi che comportano dei cambiamenti interni nelle aree naturali 4,40 12,04 5,78 2,93 31 Processi successionali (es., recupero, addensamento, infittimento di cespugli) 2,45 4,87 3,48 1,93 32 Processi che derivano da disturbo e conducono a maggiore semplificazione o degrado o diminuzione della densità 1,95 7,17 2,30 1,00 4 Processi che comportano un aumento delle superfici d’acqua 0,10 0,01 0,38 0,08 Totale area interessata da cambiamenti 13,60 13,47 15,66 12,93 Totale area senza cambiamenti (persistenza) 86,40 86,53 84,34 87,07
  84. 84. Quale ruolo assume Natura 2000…  i Siti Natura 2000 non sono comparativamente più efficaci, rispetto alle aree non protette, per la mitigazione dell’antropizzazione delle aree non urbanizzate. Tuttavia, nei Siti Natura 2000 si riscontra un’urbanizzazione decisamente inferiore rispetto alle aree non protette.  per i Siti Natura 2000 e le aree non protette si osserva un comportamento simile anche per le transizioni che implicano una maggiore naturalizzazione: queste sono dovute all’abbandono di aree agricole eterogenee o già seminaturali e, in misura minore, alla transizione dalla condizione di aree agricole strutturate (seminativi e colture permanenti) a pascoli e aree agricole a mosaico.  in termini di limitazione del consumo di suolo, il regime di protezione legato allo status di area protetta è comparativamente il più efficace e lo status di Sito Natura 2000 è più efficace di quello di area non protetta.  nelle aree non protette (intese quali aree esterne ad un buffer di 5 km intorno alle aree protette) si verifica l’effetto “rimbalzo”: il consumo di suolo tende ad aumentare, in quanto in queste aree si tende a concentrare l’artificializzazione che è impedita all’interno delle aree protette. rispetto al consumo di suolo https://www.mdpi.com/2071-1050/9/12/2174/html
  85. 85. Quale ruolo assume Natura 2000… Come dovrebbe essere operazionalizzata l’integrazione SE-VAS?  Qualche documento di linee guida già pubblicato. (e.g. Landsberg et al., 2011)  Alcune riflessioni su prassi attuali. (Partidario e Gomes, 2013; Honrado et al., 2013; Mascarenhas et al., 2015) Sulla base della cornice di analisi di Mascarenhas et al. (2015), si esamina il modo in cui i SE sono esplicitamente considerati nei processi di piano in Sardegna, prendendo in esame un campione di 46 RA relativi a piani recentemente adottati o approvati: 23 RA di PUC 2009 – 2015 Obbligatori e vincolanti. Disciplinano l’uso dei suoli e i possibili cambiamenti futuri. 5 RA di piani regionali di settore 2007 – 2015 Compresi: il piano forestale ambientale regionale, il piano regionale del distretto idrografico, il piano regionale di gestione dei rifiuti, il piano di gestione del rischio idrografico, un piano di un parco naz. Molti costituiscono cornice di riferimento sovraordinata per i PUC. La scala regionale è ritenuta particolarmente appropriata per la valutazione dei SE. 18 RA di Piani di gestione siti Natura 2000 2014 – 2015 Non obbligatori e vincolanti. Finalizzati a garantire uno stato di conservazione soddisfacente per habitat e specie di interesse comunitario. Ci si attende un maggior livello di inclusione dei SE. rispetto al mantenimento dei servizi ecosistemici https://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=23923 .
  86. 86. Si adotta la stessa metodologia proposta da Mascarenhas et al. (2015), sviluppando una analisi di contenuto sui RA elencati. Analisi di contenuto: famiglia di metodi che comprende “qualunque tecnica che consenta di fare inferenze sulla base di specifiche caratteristiche di un messaggio, identificate in modo sistematico e oggettivo”. (Holsti, 1968) “una volta organizzati i dati secondo alcuni elementi di contenuto, l’analisi comporta la considerazione delle parole all’interno del testo analizzato, e del modo in cui tali parole sono presentate” (Berg, 2001) La scelta delle parole chiave associate ai SE è stata effettuata sulla base della ricerca bibliografica:  Codifica delle parole chiave  Codifica della localizzazione (base: Allegato I della Dir. 42/2001 contenuti RA). Per l’analisi è stato utilizzato il software QDA Miner Lite. Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al mantenimento dei servizi ecosistemici https://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=23923 .
  87. 87. Quale ruolo assume Natura 2000… Parole chiave ecosistemico | ecosistemici servizio ecosistemico | servizi ecosistemici servizio ambientale | servizi ambientali equilibrio ecosistemico | equilibri ecosistemici funzionalità ecosistemica valore ecosistemico beneficio ecosistemico | benefici ecosistemici servizi(o) * regolazione | servizi(o) * regolamentazione servizi(o) * fornitura servizi culturali | servizio culturale ecoturismo turismo sostenibile turismo naturale | turismo naturalistico servizi ricreativi | servizio ricreativo | ricreazione Localizzazione nel RA (Dir 42, All. I) Illustrazione dei contenuti, degli obiettivi principali del piano o programma Aspetti pertinenti dello stato attuale dell'ambiente e sua evoluzione probabile senza l'attuazione del piano o del programma Caratteristiche ambientali delle aree che potrebbero essere significativamente interessate Qualsiasi problema ambientale esistente, pertinente al piano o programma Obiettivi di protezione ambientale stabiliti a livello internazionale, comunitario o degli Stati membri, pertinenti al piano o al programma Possibili effetti significativi sull'ambiente Misure previste per impedire, ridurre e compensare eventuali effetti negativi significativi Sintesi delle ragioni della scelta delle alternative Descrizione delle misure previste in merito al monitoraggio rispetto al mantenimento dei servizi ecosistemici https://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=23923 .
  88. 88. Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al mantenimento dei servizi ecosistemici https://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=23923 .
  89. 89. Pochi RA citano esplicitamente i SE, come “servizi(o) ecosistemic(i|o)” o come “servizi(o) ambiental(e|i)” .  3 RA di PUC  3 RA di PdG siti Natura 2000  0 RA di piani settoriali regionali Nessun RA analizzato cita esplicitamente i benefici ecosistemici o i servizi di regolazione|regolamentazione. Servizi di fornitura:  1 RA di PUC  1 RA di PdG siti Natura 2000  0 RA di piani settoriali regionali Servizi culturali (con diverse chiavi quali, ad esempio, “ecoturismo”, “turismo sostenibile”, “turismo naturalistico”, “ricreazione”)  13 RA di PUC  2 RA di PdG siti Natura 2000  0 RA di piani settoriali regionali Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al mantenimento dei servizi ecosistemici https://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=23923 .
  90. 90. Localizzazione nel RA (Dir 42, All. I) RA PdG 1 RA PdG 2 RA PdG 3 RA PUC 1 RA PUC 2 RA PUC 3 Contenuti e obiettivi principali del piano X Stato attuale dell'ambiente e sua evoluzione probabile senza l'attuazione del piano X X Caratteristiche ambientali delle aree interessate Qualsiasi problema ambientale esistente, pertinente al piano Obiettivi di protezione ambientale stabiliti a livello internazionale, comunitario o statale, pertinenti al piano X X X X Possibili effetti significativi sull'ambiente Misure per prevenire, mitigare o compensare effetti negativi Sintesi delle ragioni della scelta delle alternative Descrizione delle misure previste in merito al monitoraggio Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al mantenimento dei servizi ecosistemici https://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=23923 .
  91. 91. Un obiettivo del Piano Paesaggistico Regionale. Una definizione di sviluppo sostenibile Un obiettivo della Strategia UE sullo sviluppo sostenibile In questi tre casi, i SE sono un fattore “esterno” al piano, da considerare “solo” per valutare la coerenza del piano con il contesto pianificatorio. Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al mantenimento dei servizi ecosistemici https://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=23923 .
  92. 92. I SE sono qui compresi tra gli obiettivi del PUC, che ha fatto suo un obiettivo del PPR relativo alle aree agricole. […] Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al mantenimento dei servizi ecosistemici https://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=23923 .
  93. 93. L’analisi ha riguardato 46 RA di altrettanti piani di livello regionale, subregionale e comunale, e mostra come l’esplicita considerazione dei SE nei processi di VAS è ancora in fase embrionale; questo risultato è affine a quelli di simili analisi riferite al contesto portoghese (Honrado et al., 2013; Mascarenhas et al., 2015) e tedesco. (Albert et al., 2014) Solo in 6 casi i SE sono citati nei RA; solo in 1 caso tra gli obiettivi del piano in esame. Termini correlati quali “benefici ecosistemici”, “servizi di supporto” o “servizi di regolazione” sono praticamente inesistenti nei RA, dove invece è possibile ritrovare, con una certa frequenza, parole chiave associabili ai servizi culturali. Anche questo risultato è in accordo con precedenti studi (Mascarenhas et al., 2015), e sembra confermare il fatto che nelle valutazioni ambientali la natura sia concepita come fornitore (esclusivamente?) di servizi culturali. Da esplorare l’eventuale inclusione non esplicita dei SE nei processi di VAS: 1. se ci sia (e di che tipo) una inclusione implicita dei SE nei RA: ci si attende che la risposta sia positiva ma senza alcuna aspettativa a priori sulle finalità di tale inclusione; 2. se questa eventuale inclusione assuma forme diverse in funzione del tipo di piano. Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al mantenimento dei servizi ecosistemici https://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=23923 .
  94. 94. Aggiornamento del PUC di Tertenia in adeguamento al PPR (adozione: nov. 2015). Presenza di un sito della rete Natura 2000 (SIC ITB020015)  Valutazione ambientale strategica (Dir. VAS 42/2001/CE e D.Lgs.152/2006 e s.m.i.).  Valutazione di incidenza (art. 6.3 Dir. Habitat 92/43/CEE e art. 5 DPR 357/1997 e s.m.i.). Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al mantenimento dei servizi ecosistemici http://www.input2016.it/content/download/258/1398/file /INPUT2016_Conference_proceedings_Book.pdf
  95. 95. Quattro fasi:  mappatura IE/SE attuali  sviluppo di due scenari, uno con attuazione completa del PRG vigente e uno con attuazione completa del PUC adottato  identificazione e mappatura IE/SE associati ai due scenari  confronto dei due scenari con la situazione attuale Es. F.1: mappatura IE totale attuale e alcuni componenti: Integrità Ecologica totale Eterogeneità abiotica Biodiversità Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al mantenimento dei servizi ecosistemici http://www.input2016.it/content/download/258/1398/file /INPUT2016_Conference_proceedings_Book.pdf
  96. 96. F. 2: Costruzione dei due scenari Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al mantenimento dei servizi ecosistemici http://www.input2016.it/content/download/258/1398/file /INPUT2016_Conference_proceedings_Book.pdf
  97. 97. F.4: Scenari a confronto Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al mantenimento dei servizi ecosistemici http://www.input2016.it/content/download/258/1398/file /INPUT2016_Conference_proceedings_Book.pdf
  98. 98. Risultati  la variazione di IE/SE è quantitativamente simile nei due scenari  l’area interessata dalle variazioni negative è molto più estesa con attuazione del PRG che con attuazione del PUC  |Δ (IE)| >> |Δ (SE di approvvigionamento o culturali)| Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al mantenimento dei servizi ecosistemici http://www.input2016.it/content/download/258/1398/file /INPUT2016_Conference_proceedings_Book.pdf
  99. 99.  in un’area inclusa in un sito Natura 2000 occorre prestare particolare attenzione a Δ (IE), legata alle variazioni di stato di conservazione di habitat e specie e integrità del sito  la mappatura e valutazione della variazione di IE/SE consente di  identificare aree in cui sono utili o necessarie ulteriori valutazioni (anche in assenza di impatti diretti rilevati su habitat e specie, la diminuzione di IE è indice quanto meno di impatti indiretti e secondari)  identificare le aree in cui è opportuno introdurre misure di mitigazione  confrontare scenari alternativi e di rendere spazialmente esplicite per beneficiari dei SE e decisori le possibili implicazioni di un piano, o di confrontare le implicazioni di alternative di piano  il metodo utilizzato mostra criticità forti per la valutazione di IE/SE a seguito dell’attuazione dello scenario di piano in zone E/H Conclusioni Quale ruolo assume Natura 2000… rispetto al mantenimento dei servizi ecosistemici http://www.input2016.it/content/download/258/1398/file /INPUT2016_Conference_proceedings_Book.pdf
  100. 100. Programmazione per la governance territoriale in tema di tutela della biodiversità Sabrina Lai Regione Sardegna, Direzione generale della difesa dell’ambiente slai@regione.sardegna.it Università degli Studi di Cagliari, DICAAR, sabrinalai@unica.it

Programmazione per la governance territoriale in tema di tutela della biodiversità - Sabrina Lai - Regione Sardegna, Direzione generale della difesa dell’ambiente slai@regione.sardegna.it Università degli Studi di Cagliari, DICAAR, sabrinalai@unica.it

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