Successfully reported this slideshow.
We use your LinkedIn profile and activity data to personalize ads and to show you more relevant ads. You can change your ad preferences anytime.

La percezione della violenza di genere in Italia: una tipologia di approccio in chiave generazionale

1,143 views

Published on

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne che ricorre il 25 novembre, WeWorld propone anche nel 2015, per il terzo anno consecutivo, l’indagine Rosa Shocking sugli strumenti utili alla prevenzione e al contrasto della violenza sulle donne.

La pubblicazione contiene i risultati dell’indagine Ipsos che per il secondo anno collabora con WeWorld per entrare a fondo di questa tematica. I risultati fotografano un’Italia ancora parzialmente ancorata a luoghi
comuni ma con delle interessanti sfumature in chiave generazionale.

Published in: Data & Analytics
  • Login to see the comments

  • Be the first to like this

La percezione della violenza di genere in Italia: una tipologia di approccio in chiave generazionale

  1. 1. 1 © 2015 Ipsos. LA PERCEZIONE DELLA VIOLENZA DI GENERE IN ITALIA: una tipologia di approccio in chiave generazionale ROSA SHOCKING 2 violenza e stereotipi di genere: generazioni a confronto e prevenzione Roma, 17 novembre 2015
  2. 2. 2 © 2015 Ipsos. FASE QUANTITATIVA L’INDAGINE DEL 2014 HA FOTOGRAFATO UN’ ITALIA ANCORA PARZIALMENTE ANCORATA A LUOGHI COMUNI, SPECIE IN RELAZIONE AI RAPPORTI TRA UOMINI E DONNE. QUEST’ANNO SI È VOLUTO FARE UN PASSO AVANTI. SI È VOLUTO ENTRARE IN QUESTO QUADRO GENERALE DI ANCORAGGIO AI LUOGHI COMUNI PER OSSERVARNE LE DIVERSE SFUMATURE IN UN’OTTICA GENERAZIONALE.
  3. 3. 3 © 2015 Ipsos. 11 11 13 13 20 21 22 27 28 34 49 84 La violenza domestica è spesso frutto del fatto che le donne a volte sono esasperanti Per evitare di subire violenza le donne non dovrebbero indossare abiti provocanti Ogni tanto gli uomini diventano violenti per il troppo di amore nei confronti di una donna Se un uomo viene tradito è normale che si arrabbi anche al punto di diventare violento Se una donna viene picchiata dal marito, dovrebbe provare a trovare una forma privata per chiarire e sistemare le cose prima di denunciarlo La violenza domestica è spesso frutto di un raptus momentaneo dell'uomo Quello che succede in una coppia non deve interessare agli altri Se una donna che viene picchiata non lascia il marito, in fondo se verrà picchiata di nuovo sarà anche colpa sua I casi di violenza domestica dovrebbero prima di tutto essere affrontati all'interno della famiglia Se sento i miei vicini litigare non intervengo per non essere indiscreto Un uomo cresciuto in una famiglia violenta sarà probabilmente un marito violento Se una donna viene picchiata dal marito, dovrebbe lasciarlo GRADO DI ACCORDO PER CIASCUNO DELLE SEGUENTI AFFERMAZIONI
  4. 4. 4 © 2015 Ipsos.44444444 UNOSGUARDO GENERAZIONALE È trasversale al tema generazionale il fatto che se una donna viene picchiata dal marito allora deve lasciarlo L’ereditarietà della violenza famigliare è una convinzione che cresce con l’aumentare dell’età
  5. 5. 5 © 2015 Ipsos.55555555 I giovani sembrano leggermente enfatizzare la necessità di privacy riguardo agli episodi di violenza all’interno della coppia
  6. 6. 6 © 2015 Ipsos.66666666 I giovani sembrano poi enfatizzare l’aspetto istintivo legato alla violenza, soprattutto in seguito a quello che viene percepito come una provocazione
  7. 7. 7 © 2015 Ipsos.77777777 Un ruolo più attivo della donna è invece riconosciuto soprattutto dai più anziani, seppur sempre all’interno della cerchia famigliare
  8. 8. 8 © 2015 Ipsos.88888888 Dalle risposte fornite a tutti i 12 atteggiamenti sono stati creati 3 sottogruppi:
  9. 9. 9 © 2015 Ipsos. FASE QUALITATIVA LA FASE QUALITATIVA AVEVA LO SCOPO DI INDAGARE APPROFONDITAMENTE LA PROSPETTIVA INDIVIDUALE SULL’ARGOMENTO.
  10. 10. 10 © 2015 Ipsos.1010101010101010 Dalla parte delle donne senza se e senza ma 1 donna di 56 anni 1 donna di 27 anni 1 uomo di 63 anni Tra moglie e marito non mettere il dito 1 donna di 47 anni 1 donna di 35 anni 1 uomo di 44 anni Il maschio inconsapevole 1 donna di 57 anni 1 uomo di 40 anni 1 uomo di 30 anni PER DARE UNA MAGGIOR PROFONDITÀ INTERPRETATIVA A CIASCUNO DEI 3 GRUPPI INDIVIDUATI, SOPRATTUTTO IN CHIAVE DI DIFFERENZE GENERAZIONALI, SONO STATI REALIZZATI 11 COLLOQUI INDIVIDUALI DELLA DURATA DI CIRCA UN’ORA CIASCUNO
  11. 11. 11 © 2015 Ipsos. PREMESSA AGLI ATTEGGIAMENTI DEI PROFILI • L’atteggiamento nei confronti della violenza di genere è intrinsecamente connesso alla maggiore o minore accettazione del fatto che il ruolo dell’uomo e della donna sono cambiati e non si ispirano più a modelli tradizionali • Non c’è più, almeno idealmente, un modello unico cui ispirarsi e che diventa un contenitore rassicurante, un mondo di regole comportamentali che determinano ciò che è giusto o ingiusto • I ruoli sono più fluidi …. SU QUESTO SFONDO
  12. 12. 12 © 2015 Ipsos. C’E’ UN TEMA GENERAZIONALE • I PIÙ MATURI tendono ad agire un modello relazionale più fusionale, che si ispira ad un modello genitoriale • Un partner uomo che svolge un accudimento di tipo paterno • Una partner donna che accudisce sul piano pratico • I PIÙ GIOVANI si muovono in un’ottica di maggiore autonomia soggettiva • Per lo più ritengono superata la questione «di genere», considerandolo un tema del passato  il tema riemerge solo in alcuni soggetti in una prospettiva revanscista
  13. 13. 13 © 2015 Ipsos. C’E’ UN TEMA DI GENERE • Gli UOMINI sono i soggetti più in crisi, come peraltro recita una vasta letteratura sull’argomento • I più consapevoli vedono questo cambiamento come un’opportunità per giocare un ruolo diverso, per uscire dallo stereotipo del maschio forte e potere così finalmente giocare le proprie parti più femminili • I meno consapevoli si sentono spaesati e defraudati del loro ruolo di dominus all’interno della relazione • Le DONNE sono quelle che hanno (e tuttora stanno) «guadagnato posizioni» • In alcune è ancora presente il dubbio che sia conveniente appropriarsi di un ruolo più proattivo/maschile “Come se già non bastasse essere moglie, madre e lavoratrice…..”
  14. 14. 14 © 2015 Ipsos. Qualcuno volò sul nido del cuculo «L’UNICA COSA ALLA QUALE POSSA VERAMENTE PENSARE È LA MERA ESISTENZA DELLA MIA VITA CON O SENZA MIA MOGLIE. IN TERMINI DI RAPPORTI UMANI LA GIUSTA POSIZIONE DI UNA PERSONA AD UN’ALTRA, LA FORMA E IL CONTENUTO. IO NON PARLO SOLO DEL RAPPORTO CON MIA MOGLIE MA DELLA MIA VITA»
  15. 15. 15 © 2015 Ipsos. DALLA PARTE DELLE DONNE SENZA SE E SENZA MA Un gruppo in cui è fondata la profonda convinzione che LA RELAZIONE UOMO-DONNA DEBBA ESSERE NUTRIMENTO DEI SOGGETTI che formano la coppia. La relazione è un arricchimento reciproco ed è un mutuo sostegno ai bisogni dell’altro  un modello femminile nuovo, evoluto è visto come stimolo e arricchimento della relazione di coppia • I GIOVANI UOMINI si sentono rassicurati dal potere esprimere anche una sensibilità più femminile • Le GIOVANI DONNE percepiscono che il loro equilibrio come persone rappresenta la chiave per l’instaurarsi di una buona relazione • Gli UOMINI MATURI vivono questo nuovo modello come una possibilità di apprendimento relazionale • Le DONNE MATURE vivono questo ruolo come conquista, da rinforzare e sostenere giorno per giorno “la donna per me è affetto, disponibilità, una presenza che ti fa star bene, ti aiuta nei momenti difficili, ti consiglia, ti guida nelle decisioni importanti… è una donna oggi carismatica, decisa, che sa quel che vuole… e l’uomo non è più come prima, l’Autorità… oggi conta saperla coccolare, farla sentire importante, e anche difenderla ma senza morbosità”
  16. 16. 16 © 2015 Ipsos. DALLA PARTE DELLE DONNE SENZA SE E SENZA MA Un profilo che NON HA DUBBI SULLA NECESSITÀ DI DEPRECARE LA VIOLENZA, soprattutto all’interno delle relazioni e cioè quando ad essere coinvolto è l’ «oggetto di amore» La violenza –sia fisica che psicologica- è prevaricazione e dunque in NETTA CONTRADDIZIONE CON L’IDEA DI UNA RELAZIONE DI SCAMBIO FRUTTUOSA e di crescita dei soggetti coinvolti Senza dubbio, si STA DALLA PARTE DELLA VITTIMA e si condanna chi non riesce a mettere in atto un comportamento relazionale più adulto, articolato e davvero di amore “io sono contro la violenza, contro la guerra come principio…e soprattutto trovo assurdo quelli che ammazzano la moglie e dicono che l’han fatto per amore… una cosa paradossale far del male a chi ami, chi è amato si aspetta solo amore e non di essere menato”
  17. 17. 17 © 2015 Ipsos. Pomodori verdi fritti alla fermata del treno «SE TU MI VUOI BENE, SE TU MI SEI AMICA TI VOLTI E TE NE VAI IMMEDIATAMENTE»
  18. 18. 18 © 2015 Ipsos. FRA MOGLIE E MARITO NON METTERE IL DITO Un profilo in cui è molto SENTITA E VALORIZZATA LA DIMENSIONE PRIVATA DELLA RELAZIONE, in un’accezione quasi di segreto a soggettività è ciò che più importa nella relazione uomo-donna e questo è il motivo per cui in questo target la differenza generazionale è sfumata Un profilo che ragiona ancora in termini di genere e che rivela una frattura fra • La PARTE RAZIONALE/SOCIALE CHE DEPRECA LA FISSITÀ DEI RUOLI • La parte PIÙ EMOTIVA CHE È ANCORA SALDAMENTE LEGATA A UNO SCHEMA DI RELAZIONE UOMO-DONNA PIÙ TRADIZIONALE La contrattazione, la mediazione sono il mantra della relazione • non esiste in sé un comportamento inaccettabile, esiste una misura, un limite di tolleranza che la coppia stessa si dà • va da sé che nessun esterno in questo contesto ha il diritto di prendere una posizione rispetto alle regole che la coppia ha condiviso al suo interno “l’amore vero, puro, è quello che nasce a 15 o 16 anni e dura tutta la vita dove oggi per fortuna uomo e donna hanno pari ruolo, perché è giusto che la donna abbia tutta la sua autonomia decisionale… anche se nella coppia c’è sempre un leader e questo per me deve essere l’uomo… la donna è consigliera ma l’uomo può a volte anche fare a meno del consiglio”
  19. 19. 19 © 2015 Ipsos. FRA MOGLIE E MARITO NON METTERE IL DITO Rispetto alla CONDANNA O ALL’ACCETTAZIONE DELLA VIOLENZA NON SI HA UNA POSIZIONE APRIORISTICA dunque, ma è la misura ad entrare in gioco ancora più del comportamento in sé Si ritengono non accettabili gli atti di violenza «vera» ed estrema Ma gli altri tipi di violenza –sia fisica che piscologica- sono elementi troppo soggettivi, nei quali non è bene ingerirsi: SOLO CHI È ALL’INTERNO DELLA RELAZIONE CONOSCE LA SOGLIA DI SOPPORTAZIONE E inoltre, l’ingerenza da parte di un esterno rischia di «peggiorare» la situazione “forse la nuova donna non piace a tutti i maschi, non hanno più la loro placida pallina antistress con cui potevano giocherellare tornati a casa dal lavoro, non sono più visti come un Dio, e allora cresce la violenza sulle donne… ma anche le donne sanno usare la violenza, quella psicologica… e non è sempre lei a soccombere, perché le parole, le offese, le denigrazioni possono far più male delle botte… e certe volte l’uomo fa bene a intervenire anche duramente per contenere certi errori della moglie che non sempre è capace di fare quello che vorrebbe esser capace di fare “
  20. 20. 20 © 2015 Ipsos. La ragazza del lago «L’ASSASSINO LA RAGAZZA LO CONOSCEVA, SI FIDAVA. NON PRENDETEMI PER PAZZO MA FORSE ANNA POTEVA ESSERE D’ACCORDO CON CHI LA UCCIDEVA»
  21. 21. 21 © 2015 Ipsos. IL MASCHIO INCOLPEVOLE Al di là del genere e al di là della generazione, in questo profilo il nuovo femminile non è stato sedimentato e l’accettazione è lungi da venire Il GENERE È CIÒ CHE GUIDA OGNI DISCORSO  anche a livello verbale parlano di maschi e femmine che hanno ambiti emotivi, comportamenti e quindi ruoli molto distinti Un profilo che ritiene possibile l’interazione fra i sessi solo se ciascuno rimane nel proprio ambito e riesce ad esprimersi all’interno degli stereotipi di genere, ossia: • La DONNE, il soggetto debole, la parte accogliente della coppia, colei che deve sapere contenere le intemperanze del marito • L’UOMO, il dominus, governa e tiene sotto controllo la famiglia e la coppia Il «NUOVO FEMMINILE» è vissuto in modo critico da tutti: • Le donne si sentono delegittimate nel loro ruolo e non capiscono il desiderio di «invadere» un territorio maschile • Gli uomini si sentono detronizzati e quindi in qualche misura giustificati a reagire. “a me va bene la donna indipendente però allora non deve approfittarsi dell’essere donna e chiedere all’uomo di fare il cavaliere e offrire da bere… se vuoi la parità pagati da bere tu” “adesso le donne si sentono superiori a noi, intoccabili… ma io dico che oggi non si difende l’uomo con lo stesso peso con cui si difende la donna… ad esempio perché se ci si separa deve esser sempre lei a tenersi casa e figli?”
  22. 22. 22 © 2015 Ipsos. IL MASCHIO INCOLPEVOLE Riguardo alla violenza, L’ATTEGGIAMENTO È DI PROFONDA GIUSTIFICAZIONE anche perché viene sempre inserita in una dinamica di colpevolizzazione- discolpa, di azione-reazione e comunque sempre scatenata da comportamenti inopportuni della donna • Dai litigi per il «controllo del territorio» nella coppia • Alla violenza psicologica –prettamente femminile- che l’una esercita sull’altro • All’incapacità di reagire delle donne, vista dalle donne come un atto di debolezza (o forse di complicità?) che è giusto sia punita L’unica violenza inaccettabile è quella reiterata, intenzionale /premeditata e tesa a FAR MALE DAVVERO “la violenza può essere perdonabile: ad esempio il marito esasperato dal tradimento che molla due sberloni o lei che va in giro mezza nuda e bevuta alle 4 del mattino dopo la discoteca e si trova il magrebino abituato solo a donne velate che le salta addosso, dico che se l’è cercata” “se stai con uno che ti mena e continui a starci assieme vuol dire che ti piace cosi e allora son cavoli tuoi”
  23. 23. 23 © 2015 Ipsos. LA COMUNICAZIONE • Se i primi due profili considerano doveroso parlare di violenza di genere, ritengono che sia un FENOMENO IN AUMENTO, ascrivibile a una crisi di ruolo che il «maschio» non riesce più a gestire e invocano un modo di comunicare sulla questione che sia più EDUCATIVO E MENO DA SCOOP GIORNALISTICO • Il terzo profilo ha un approccio opposto: innanzitutto si ritiene che si tratti di un argomento affrontato solo «pro domo media» -in fondo gli atti di violenza ci sono sempre stati e si ritiene inopportuno offrire ad essi un palcoscenico. MA IN PIÙ, SI RITIENE CHE LA DIFESA DELLA DONNA SIA ECCESSIVA: in fondo non sono più soggetti così deboli “è giusto che i media ne parlino, dovrebbero farlo di più, serve a fare crescere una coscienza civile… dovrebbero però cercare di parlare e di indagare di più sulle cause di questo fenomeno e fare meno gossip e morbosità del singolo episodio” “oggi ‘sta storia della violenza alle donne è pompata dai media, ma prima succedeva lo stesso, oggi poi loro vanno in giro meno vestite e ci stanno più immigrati…” “se ne parla tanto perché c’è una lobby delle donne che non c’è per gli uomini… ma oggi le donne sono pari a noi, sanno difendersi da sole, non hanno bisogno di queste cose”
  24. 24. 24 © 2015 Ipsos. GRAZIE Nando Pagnoncelli Presidente Ipsos Nando.pagnoncelli@ipsos.com Chiara Berardi Direttore di Ricerca UU Chiara.berardi@ipsos.com

×