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Tesi Open & Distance Learning 2009

La presente ricerca intende dimostrare l’innegabile opportunità che lo sviluppo senza precedenti dell’Information and Communication Technology offre al sistema turistico europeo nel quadro dello sforzo da parte della Comunità Europea teso all’innovazione e verso tematiche connesse alla sostenibilità del turismo europeo. Si intende in tal modo promuovere la competitività delle imprese turistiche europee attraverso pratiche di scambio di conoscenza che puntino all’empowerment organizzativo per un cambio dal paradigma industriale a quello dell’apprendimento in grado di collocarle a pieno diritto nella società digitale compiuta.
Il primo capitolo di questa ricerca cerca di approfondire il concetto di “spazio condiviso” attraverso il confronto con la nozione di ba , figura simbolica presa in prestito dalla filosofia giapponese in cui ha luogo la creazione della conoscenza e della spirale di SECI teorizzata da Nonaka e Konno che concettualizzano il processo di creazione della conoscenza.
L’essenza stessa della spirale, circolare per sua natura, consente di introdurre l’idea che la conoscenza debba essere trasmessa, condivisa e ritrasmessa perché si moltiplichi; a questo proposito l’avvento dell’Information and Communication Technology (ICT) ed il suo veloce sviluppo hanno fortemente contribuito alla circolazione dei saperi promossa anche in sede europea da programmi di life-long learning perché si compia il concetto dell’organizzazione che non cessa mai di apprendere, come esplicitato nel secondo capitolo.
Nel corso del terzo capitolo, prima di presentare alcune peculiarità delle piccole e medie imprese turistiche europee in cui bassa è la propensione alla circolarità della conoscenza, verrà introdotta l’idea della Tourism Learning Area (TLA) come teorizzato dalla Direzione Generale delle Imprese della Commissione Europea. Nell’ambito di tale indirizzo come case study verrà illustrato un progetto europeo di piattaforma di e-learning per l’accrescimento delle competenze manageriali delle imprese turistiche, corredato di alcune testimonianze e delle criticità emerse.
Le conclusioni daranno conto di un cammino ancora lungo da compiere perché le organizzazioni da detentrici di conoscenza considerata ancora come potere esclusivamente a vantaggio di chi lo detiene divengano learning organization.

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Tesi Open & Distance Learning 2009

  1. 1. STARE AL DI LÀ DELLO STECCATO L’apprendimento collaborativo, fattore di sviluppo dell’impresa turistica UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MACERATA Facoltà di Scienze della Formazione Master in Open Distance Learning 2007 - 2008 Tesi di Nadia Giuliani Direttore del Master Pier Giuseppe Rossi
  2. 2. La scelta del settore turistico mi ha permesso di riflettere in modo teorico sul project work ed è stata favorita dalla mia esperienza professionale in questo settore. Attraverso l’apprendimento declinato in maniera collaborativa si è cercato di dimostrare l’occasione offerta alle Piccole e Medie Imprese turistiche europee di innovarsi in vista di un turismo europeo sostenibile e perciò responsabile. Introduzione Questa ricerca tratta di apprendimento collaborativo collocandolo nei processi reali economici. 1
  3. 3. L’individuazione dell’Unione Europea come soggetto rilevante per l’innovazione delle politiche turistiche mi ha consentito di porre l’accento sulle nozioni di longlife learning e di Tourism Learning Area attraverso l’esame di documenti UE. A livello operativo e progettuale la discussione verterà su un case study finanziato dall’Unione Europea denominato Vocmat. Struttura della ricerca L’approfondimento preliminare dello spazio condiviso è condotto attraverso il concetto di “ba” e della spirale di SECI e introduce la nozione di learning organization. 2
  4. 4. Struttura della ricerca Le conclusioni del lavoro riguarderanno la valutazione delle problematicità riferite a una maggior diffusione di apprendimento collaborativo nel funzionamento reale del settore turistico ed alcune possibili direzioni di lavoro per la diffusione di queste pratiche innovative. 2
  5. 5. Il “ba” o spazio condiviso  può essere:    fisico (il luogo di lavoro) mentale (esperienze condivise, ideali) virtuale (mail, videoconferenza) Il “ba” e la spirale di SECI Secondo Nishida (1911) il “ba” è un luogo, uno spazio condiviso che serve da fondamento per la creazione della conoscenza. Nonaka e Konno teorizzarono successivamente (1998) che la conoscenza, che è intangibile, risiede nello spazio condiviso e se viene separata dal “ba”, si trasforma in semplice informazione, che è tangibile. Kanji ba 3
  6. 6.     ocialization xternalization ombination nternalization Il “ba” e la spirale di SECI Nonaka e Konno concettualizzarono inoltre il processo circolare di creazione della conoscenza attraverso una spirale di interazioni tra conoscenza tacita ed esplicita composta da quattro processi di conversione: 3
  7. 7.    ocialization , condivisione della conoscenza tacita tra individui che vivono nello stesso ambiente xternalization, esplicitazione della conoscenza tacita in forme comprensibili agli altri ombination, diffusione della conoscenza che si fa segnale digitale nternalization, la nuova conoscenza diventa conoscenza tacita dell’entità collettiva La spirale di SECI, secondo Nonaka e Konno Il “ba” e la spirale di SECI  3
  8. 8.    Il “ba” e la spirale di SECI  Ai quattro processi della spirale corrispondono quattro tipi di “ba” : riginating ba , luogo fisico di interazioni tra individui, ambito di conversione della conoscenza tacita nteractive ba in cui si generano i modelli comuni di conoscenza nell’interazione tra individui yber ba, luogo di interazione in un mondo virtuale in cui la conoscenza preesistente e la nuova conoscenza acquisita si diffondono attraverso le reti xercising ba in cui ha luogo il processo di conversione della conoscenza da esplicita a tacita ormai interiorizzata dalla collettività 3
  9. 9. Peter Senge (1990) definisce la learning organization come “organization … where people are continually learning how to learn together” 1 realizzando il passaggio dal paradigma industriale a quello dell’apprendimento ICT e la learning organization Con la rivoluzione dell’ICT, che ha pervaso ogni ambito, il cyber ba si compie nel web e attraverso il web 2.0 favorisce la learning organization. Paradigma industriale e dell’apprendimento secondo Maggioni 4 1 Peter Senge “The Fifth Discipline: the Art and Practice of the Learning Organization”, New York 1990
  10. 10. La Tourism Learning Area TLA Secondo il “Tourism Learning Area Handbook” (Commissione Europea, 2006) , le Piccole e Medie Imprese (PMI) turistiche debbono divenire learning organization in grado di trasformare l’apprendimento individuale organizzativo in accrescimento della conoscenza dell’intera area 5
  11. 11. Infatti il turismo, che secondo la UNWTO2 è in costante crescita, soffre di cattiva immagine dovuta a scarsi livelli di istruzione ed elevato turn-over. Crescita del Turismo ricettivo secondo la UNWTO 1 SME Small Medium Enteprise 2 UNWTO United Nations World Tourism Organization La Tourism Learning Area TLA In questo documento la Tourism Learning Area viene definita “a concept of a multi-stakeholder intersectoral, problem solving approach aimed at improving SME1/micro-enterprise performance and human potential in the tourism sector at the destination level”. 5
  12. 12. La Tourism Learning Area TLA Il concetto della tourism learning area vede il coinvolgimento di tutti gli stakeholder del settore, dagli enti pubblici alle organizzazioni di apprendimento (tra cui le università) per generare circoli virtuosi tra le learning organization, gli individui ed il territorio 5
  13. 13. grazie ad attività di circolazione della conoscenza (ruota dinamica dell’apprendimento), a condizione che vi sia un ambiente di lavoro favorevole (ruota dei fattori di competitività) genera un meccanismo dinamico favorevole alla TLA Le tre ruote dinamiche della TLA Il coordinamento di tutti gli stakeholder (ruota dinamica degli stakeholder), 5
  14. 14. La Tourism Learning Area TLA Alcuni esempi di portali internet che realizzano il concetto della TLA nel quadro del programma europeo di lifelong learning denominato Leonardo da Vinci http://www.worklearntogether.org/it/index.htm 5
  15. 15. Come case study si è analizzato il progetto di lifelong learning finanziato dal programma UE Leonardo da Vinci denominato Vocational Management Training for the European Tourism Industry Case Study VocMat VocMat Il progetto si suddivide in due fasi:   la prima (VocMat 1) da Ottobre 2005 a Settembre 2007 ; stati membri coinvolti Estonia, Islanda, Regno Unito; 4 moduli attivati la seconda (VocMat 2) da Novembre 2007 a Ottobre 2009; paesi coinvolti Estonia, Italia, Malta, Regno Unito, Turchia e Comunità Autonoma della Catalogna; 5 moduli attivati 5
  16. 16.      analisi della domanda e dell’offerta di formazione a distanza nel campo del turismo sostenibile sviluppo di strumenti adeguati di apprendimento a distanza diffusione di tali strumenti attraverso la creazione di piattaforme di e-learning condivisione della conoscenza tra i partner del programma Leonardo da Vinci sviluppo del turismo sostenibile Case Study VocMat: obiettivi Gli obiettivi del progetto VocMat sono: 5
  17. 17.  Centri di Apprendimento:        Parnu College of Tartu University (Estonia) Sheffield Hallam University (UK) Sungurlu VTDA (Turkey) University of Florence (Italy) University of Girona (Catalonia) University of Malta Enti Nazionali del Turismo:      Tourist Board Training (UK – Applicant) Catalan Association of Tourist Offers (APTALC) Estonian Tourist Board Malta Tourism Society Tourism Management Institute (UK) Case Study VocMat: stakeholder Gli stakeholder coinvolti nella seconda fase del progetto (VocMat 2) tuttora in corso sono: Ruota dinamica degli stakeholder 5
  18. 18. o per VocMat 1 utilizzando l’LMS proprietario BlackBoard Academic Suite http://coursesites.blackboard.com/webapps/portal/frameset.jsp o per VocMat 2 adottando l’LMS open source Moodle http://moodle.vocmat.com/ Case Study VocMat: e-learning La circolazione della conoscenza si compie attraverso due diverse piattaforme di e-learning : 5 Ruota dinamica dell’apprendimento
  19. 19. Case Study VocMat: risultati finali Dal VocMat Final Evaluation (Johnston 2007) 5
  20. 20.       Risultati molto buoni delle partnership internazionali Le buone relazioni sviluppatesi tra le università e l’industria hanno contribuito ad eliminare forti preconcetti Chiara divisione dei task nei gruppi di lavoro la mancanza di tempo è stata la principale ragione dell’abbandono dei percorsi di apprendimento eccessivo carico di lavoro e poco tempo disponibile unito a qualche mancanza di supporto da parte dei tutor ritenuti figura fondamentale Case Study VocMat: risultati finali In sintesi la valutazione di VocMat 1: scarso utilizzo dei forum attivati e delle chat; si suggerisce di utilizzarli se esistono delle buone ragioni 5
  21. 21. Quale apertura? Qual’è la rete di inclusione e chi escludere? Secondo O’Neill (2002)1 “fidarsi non significa mettersi in mano agli altri senza criterio ma credere, o non credere, per buone ragioni”. Case Study VocMat: Perché sentirsi danneggiati? criticità Cheche tipo di Che tipo di fiducia fiducia? 5 1 Onora O’Neill “A Question of Trust ”, Cambridge 2002
  22. 22. Nadia Giuliani Master ODL 2007/2008 Macerata, 3 aprile 2009

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