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.5 Il booktrailer.
Il booktrailer, denominato spesso anche bookspot, è una forma complessa di
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(21%). Tra coloro a cui non è mai capitato di leggere libri connessi a film (35%), si
distinguono gli uomini (39%), e gli ...
curato da Pino Farinotti, delle edizioni San Paolo7. Nel 2007 la Rai Educational alla
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Articolo 13 booktrailer

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Come è fatto un booktrailer e chi lo trasmette? Canale di diffusione gratuito o a pagamento?

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Articolo 13 booktrailer

  1. 1. .5 Il booktrailer. Il booktrailer, denominato spesso anche bookspot, è una forma complessa di pubblicità: « … è un breve video multimediale, realizzato sul modello dei trailer cinematografici, il cui scopo è quello di evocare attraverso le immagini, la musica e le parole, i temi e le atmosfere di un libro, accendendo l’interesse dello spettatore e lasciandogli la curiosità di saperne di più.1 ». Il canale di diffusione principale di questo tipo di pubblicità è Internet, ma i booktrailer, grazie alla multimedialità che li caratterizza, sono ormai visibili anche in televisione, su alcuni canali dedicati ai libri, e se ne realizzano versioni per la radio. Esistono concorsi per i migliori booktrailer, dove i partecipanti non sono più scrittori o editori, ma professionisti del mondo del cinema o della televisione, premiati per aver promosso la letteratura utilizzando nuovi linguaggi. Dietro alla creazione di booktrailer, oltre a scrittori ed imprese editoriali, infatti, vi sono produttori di cinema e tv (come Bonsai Ninjia Studio e C-Music), che si occupano anche di sigle televisive e videoclip musicali. Esempio di tutto ciò è il concorso Una Marina di Video all’interno del festival palermitano Una Marina di Libri, che è dedicato proprio alla realizzazione di booktrailer inediti che hanno come oggetto romanzi italiani e stranieri, pubblicati dal 1861 a oggi: tre minuti per concentrare l’essenza, l’atmosfera e le suggestioni suggerite da un libro, attraverso suoni e immagini. Si può notare che, nella pubblicità fatta con i booktrailer, come accade per i messaggi promozionali in televisione, è premiata la creazione artistica, in questo caso sintesi di spot pubblicitario, trailer cinematografico e video clip. Senz’altro però, il booktrailer è nato essenzialmente come nuova forma di marketing del libro: « … il cui prodotto multimediale è potenzialmente fruibile attraverso diversi canali dotati di uno schermo. I book spot possono essere visualizzati attraverso internet o sul 1 Francesca Vannucchi, La diffusione del libro attraverso la rete. I booktrailer in Italia, «Libri e riviste d’Italia», III, 2007, n 4, 19-32.
  2. 2. telefonino, trasmessi in televisione o nei canali a circuito chiuso (in libreria, in metropolitana, sulle pensiline di attesa nelle stazioni), proiettati al cinema o sulle pareti degli spazi espositivi e delle biblioteche.2 ». La complessità del booktrailer risiede, oltre che nella multimedialità, intesa sia come: « … comunicazione che si serve di diversi canali utilizzando molteplici strategie …»3, che come: « … oggetto testuale che si caratterizza per la commistione di diversi codici linguistici (parole, immagini, animazione e suono).»4, anche nel fatto che è un prodotto che sostiene un altro prodotto, il libro. È un linguaggio al servizio di un altro linguaggio. Esso però è, oltre che un prodotto, un canale che « … consente la diffusione dell’informazione libraria presso una cerchia di utenti che altrimenti non arriverebbe alla conoscenza dell’uscita di un libro. Un pubblico che naviga nell’oceano della rete, avvezzo più al linguaggio del videoclip che a quello della carta stampata; che giudica il prodotto senza mezzi termini ed esprime la sua opinione, inviando il suo commento, condividendo il filmato con gli amici, aggiungendolo tra i preferiti o etichettandolo come inappropriato. E che ne determina la sua eventuale diffusione “virale”.5 ». Il fenomeno del marketing virale, ‘di pancia’, è molto efficace, perché come un virus, il libro o, in generale, l'idea che può rivelarsi interessante per un utente, viene passato/a direttamente da questo ad altri contatti, da questi ad altri e così via. In questo modo la conoscenza del suddetto libro o dell'idea si espande rapidamente, 2 Ivi, 22. 3 Alessandra Anichini, Il testo digitale. Leggere e scrivere nell’epoca dei nuovi media, Milano, Apogeo, 2010, 113. 4 Ibidem. 5 Francesca Vannucchi, La diffusione del libro attraverso la rete. I booktrailer in Italia, «Libri e riviste d’Italia», III, 2007, n 4, 22.
  3. 3. tramite il principio del “passaparola”, ma a seconda che l’esperienza avuta sia buona o cattiva, lo stesso “passaparola” potrà essere positivo o negativo per il prodotto o servizio commercializzato. I primi esperimenti di realizzazione di booktrailer all’estero risalgono alla fine degli anni Novanta, anche se il marchio Book Trailer è stato registrato solo nel 2002 grazie al regista Michael E. Miller e alla scrittrice Sheila Clover English, autori rispettivamente del trailer e del libro Circle of Seven. In Italia nel 2004 Ciak si legge è il nome della trasmissione andata in onda su Rete 4 dove erano premiati i dodici migliori booktrailer, e anche quello del primo concorso del genere a livello nazionale indetto dalla rivista Ciak, che è stato vinto da Alessandro Baricco, con il suo romanzo Seta. Tra le prime case editrici italiane a cogliere l’occasione di pubblicizzare i propri libri con dei booktrailer ci sono la Marsilio (Baciami, Giuda! di Will Christopher Baer, Supervita di Marco Bacci e Confine di stato di Simone Sarasso), e la Mondadori (Come Dio comanda di Niccolò Ammaniti), ma a queste se ne stanno aggiungendo di nuove (Alacrán, Fermento), e i booktrailer si stanno evolvendo in qualità anche per mezzo della tecnologia tridimensionale. « … Tuttavia esistono ancora delle diffidenze che derivano sia dai costi di produzione, che variano in base alla qualità finale del filmato, che dalla dubbia efficacia del mezzo di aumentare la circolazione del libro. Non esistono infatti dati che dimostrino l’incremento della vendita di un titolo grazie alla sua precedente diffusione del trailer corrispondente. Ma è noto il potere persuasivo di una campagna pubblicitaria ben organizzata, in grado di creare un’aspettativa nei confronti dell’uscita di un titolo, accrescendone la visibilità e dunque la possibilità di essere venduto. Inoltre non si può negare la stretta correlazione esistente tra il linguaggio della scrittura e quello filmico, così come tra le azioni ad essi collegate, cioè la fruizione dei rispettivi contenuti. Un’indagine Demoskopea del luglio 2006 sul rapporto che gli italiani hanno con i libri è derivato che il 65 % degli individui ha letto titoli legati a film; il 49 % prima della visione – in particolare le persone di 35- 44 anni (58%) -, il 16 % dopo – soprattutto le donne (19%) e i giovani di 14-24 anni
  4. 4. (21%). Tra coloro a cui non è mai capitato di leggere libri connessi a film (35%), si distinguono gli uomini (39%), e gli individui di 55-79 anni (47%) (Gruppo Ricerca – Demoskopea, Gli italiani e i libri. Presentazione dei risultati). Non è raro che la popolarità di un titolo sia collegata alla sua successiva transcodifica in linguaggio cinematografico, così come accade che un film attragga pubblico nelle sale in seguito al clamore destato da un romanzo.6 ». Essendo il booktrailer prevalentemente un canale elettronico di pubblicità, possiede alcuni vantaggi e svantaggi di questo tipo di canali: tra i primi la capacità di raggiungere un pubblico vasto e un feedback rapido dei clienti che su internet giudicano i book spot con “mi piace” o “non mi piace”, permettendo ai distributori di capire nell’immediato se e in che misura il libro promosso con questo sistema può avere successo, e tra i secondi il fatto che gli utenti della rete possono anche scegliere di non guardare affatto i booktrailer, e una maggiore concorrenza dovuta al fatto che i confini geografici di interesse sono ampliati proprio grazie ad internet. Quali libri vengono pubblicizzati attraverso questo canale? Sicuramente i romanzi, ma a seconda delle occasioni e dei contesti di proiezione che, come detto in precedenza, sono molteplici, vengono realizzati booktrailer che interessano anche ad esempio cataloghi di mostre, come quello realizzato da un giovane artista visivo (Nemanja Nikolik) e intitolato Floods – 10 inondazioni per una città, che è stato prodotto in occasione della pubblicazione del catalogo, curato da Gianluca Ranzi, Giovanna Brambilla e Sara Mazzocchi, della mostra collettiva di video, dipinti e istallazioni svoltasi a Bergamo nell’ex chiesa di Sant’Agostino nel mese di febbraio del 2007, diffuso in internet e presso il bookshop della sede espositiva della mostra. I libri per bambini sono anch’essi pubblicizzati con questo sistema (per esempio Il re dei topi e altre favole di Cristina Astori), e occasionalmente capita che alcuni vengano proiettati in contesti particolari, come quello del Comicon, festival internazionale dedicato al fumetto. Con un booktrailer è stato pubblicizzato persino il dizionario di cinema, 6 Francesca Vannucchi, Libro e internet. Editori, librerie, lettori online, Milano, Editrice Bibliografica, 2008, 70-71.
  5. 5. curato da Pino Farinotti, delle edizioni San Paolo7. Nel 2007 la Rai Educational alla Fiera del libro di Torino, ha presentato i primi booktrailer prodotti per il mercato televisivo. 7 Cfr. ivi, 69.

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